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Un incontro in una stanza piena di libri, tra cui quelli di monsignor Antonio Lanza, fondatore de L'Avvenire di Calabria

1946, Maria Mariotti è la prima consigliera comunale di Reggio

di Redazione Web 08/03/2017

di Minella Chilà e Maria Laura Tortorella - Nel mese di giugno scorso, in occasione dei 70 anni dal riconoscimento del diritto di voto alle donne, abbiamo incontrato Maria Mariotti, prima donna eletta consigliera comunale in Calabria. La conoscevamo già come cattolica da sempre attiva in città, ma desideravamo riscoprire insieme il suo impegno politico vissuto alla luce della propria vocazione cristiana. Per farne memoria, per prenderne esempio. Di quel momento speciale, che serbiamo nel cuore come dono prezioso, riportiamo alcuni pensieri che condividiamo insieme ad una foto che la ritrae mentre mostra un libro di Mons. Lanza, Vescovo reggino, fondatore dell’Avvenire di Calabria, a cui era particolarmente legata ed al selfie per il quale, scherzando, ha accettato di posare. Maria Mariotti, di Reggio Calabria, classe 1915, è stata la prima donna ad essere eletta consigliera comunale nella sua città alle prime amministrative del 1946. Nelle sue parole e nei suoi occhi abbiamo trovato intatti i valori che l'hanno guidata per un secolo: il grande senso delle istituzioni e lo spirito di servizio. La professoressa Mariotti ci accoglie in una stanza piena zeppa di libri, alcuni li sfoglia assieme a noi mostrandoci le dediche ricevute, per altri ci invita a leggere alcuni appunti scritti con bella grafia posti all'interno, tracce indelebili del suo passaggio. La sensazione immediata che riceviamo è che la sua vita sia stata davvero piena e soddisfacente e che lei l'abbia vissuta come fosse un dono, illuminata dalla fede cristiana, come più volte ci ripete. Ricorda con pacato orgoglio che per pochissimi voti non ha fatto parte delle 21 donne elette nell'Assemblea Costituente. E quando le chiediamo di ricordare quel periodo, Maria risponde senza incertezze che è stata un'esperienza gratificante, grazie al rapporto di collaborazione e di sostegno da parte dei colleghi uomini. Un confronto che lei definisce più volte "serio" ed ispirato alla lealtà reciproca.   Maria si è laureata all'Università Cattolica di Milano ed è stata una esponente di spicco dell’Azione Cattolica reggina e non solo, ha ricoperto diversi incarichi in Italia, ha insegnato all'Università, ed ha ricevuto tanti riconoscimenti, ma il ringraziamento più grande lo rivolge alla madre, la persona che più di tutte ha creduto in lei, sostenendola in tutte le fasi della sua vita. E continua così la nostra conversazione, ad ogni domanda risponde serena, sa che alla sua età (101 anni compiuti!) ogni giorno è regalato, sorride spesso mentre cerca di fissare i nostri nomi, ascoltando quello che anche noi abbiamo da raccontarle. Ricordi, pezzi di vita, frammenti di racconti, ricompongono davanti ai nostri occhi la vita di una donna lunga un secolo, e come in un mosaico anche le nostre vite si intrecciano attraverso le sue domande: siete sposate? Dove abitate? Domande semplici, risposte semplici che inondano la stanza di commovente umanità. E ci si sente piccole piccole difronte a lei, alle sue esperienze, Maria ha vissuto la tragedia di due "grandi guerre", è rimasta anni lontana da casa per studiare a Milano, ha dovuto imporsi in tanti ambiti per secoli preclusi al genere femminile ed è così che le nostre quotidiane battaglie quasi spariscono al cospetto di tutto questo. E quando le chiediamo un commento sulla attuale presenza delle donne in politica, lei risponde con stupore, "ci siamo da 70 anni!", ed il suo sguardo sereno si trasforma per un attimo in un monito: "io ho tracciato la strada, ora, dunque, tocca a voi continuare".  Salutandola, stringendole un po' più a lungo le mani, quasi a trattenerla con noi, non possiamo fare a meno di pronunciare non so più quante volte la parola "grazie". Un profondo sentimento di gratitudine lo rivolgiamo non solo a Maria, testimone e portatrice di valori profondi, ma a tutte quelle donne e quegli uomini che si sono battuti per consentire alla nostra generazione parità di diritti e di trattamento. A tutte e a tutti loro va il nostro riconoscente pensiero.

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