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L'Arcivescovo scrive dopo gli incontri di verifica con le Vicarie, «La Fede è esperienza di comunità»

Lettera di mons. Morosini ai parroci della Chiesa reggina

Mons Morosini, nel documento inviato nei giorni scorsi, invita i parroci ad approfondire il tema della trasmissione della fede anche per il prossimo anno pastorale

di Redazione Web 26/07/2016

Azione Pastorale condivisa coi fedeli e rinnovato impegno sostanziale nel progetto formativo alla Fede. Sono questi i punti cardine della lettera che mons. Giuseppe Fiorini Morosini, Arcivescovo di Reggio Calabria-Bova, ha inviato a tutti i sacerdoti della Diocesi. Il documento è la sintesi degli incontri di verifica di fine anno con le Vicarie in cui il Presule ha potuto toccare con mano la vita delle parrocchie. «Comincia a passare l’idea che la catechesi - spiega Padre Giuseppe - non deve essere finalizzata ai sacramenti e che essa deve svolgersi all’interno di una Comunità, superando l’idea di una sorta di scuola, ove basta imparare alcune cose a livello intellettuale». Il tema della trasmissione della Fede sarà centrale anche nel prossimo anno pastorale, con una particolare accezione: «è chiaro che il cammino deve continuare, anche se il tema pastorale del prossimo anno avrà al centro le vocazioni di speciale consacrazione». Mons. Morosini è soddisfatto del percorso tracciato, sottolineando che «sulle linee-guida della nostra rinnovata azione pastorale si è notato un’apertura certa di condivisione da parte dei fedeli, che lascia ben sperare per il futuro, se insisteremo a spiegarle ad essi, sottolineando il bene che ne trarranno i loro figli». Un cammino «compatto», anche se vi sono alcuni importanti nodi da sciogliere: «si è trovata grande difficoltà per i corsi di preparazione per gli adolescenti e prima giovinezza. Eppure - confida l’Arcivescovo reggino - questo deve essere un settore verso cui guardare con grande attenzione. È stato rilevato come abbiamo tanti ragazzi di scuola superiore e immediatamente dopo, che frequentano i nostri gruppi e i movimenti, eppure sappiamo come essi non riescano o non vogliano costituire una presenza efficace nelle scuole e fuori di esse con i loro coetanei». Una sfida, quella della cittadinanza attiva e dell’educazione, fondamentale per la nostra Chiesa. «Delle difficoltà sono state riscontrate nel far capire che la catechesi deve essere una esperienza di fede all’interno di una comunità, ove si ascolta la parola, si prega, ci si educa alla comunione, si fa esperienza di carità verso gli ultimi. Questa difficoltà è emersa sia con i ragazzi che con i giovani e gli adulti. Bisogna lavorare molto in tal senso». Tra i temi trattati, grande attenzione al Sacramento della Confermazione, con particolare riferimento alla preparazione dei Padrini. «È stata evidenziata una iniziativa presa in qualche parrocchia: al primo giorno del corso per i cresimandi - scrive mons. Morosini ai parroci - conviene parlare dei padrini, del loro ruolo, della loro scelta e invitarli a prendere contatto con i parroci, per evitare così che all’ultimo momento possono rilevarsi impedimenti». Dalle zone pastorali sono giunte, infine, due richieste specifiche: maggiore attenzione per la catechesi ai disabili e ai Rom e l’istituzione di corsi zonali di didattica catechistica, per insegnare come impostare la catechesi. Sul fronte della formazione pastorale, in Diocesi – alle sei scuole di formazione per gli operatori pastorali - hanno partecipato in 627 alle attività. Per il prossimo anno, ormai alle porte, è previsto l’avvio della terza annualità. «Ripartiremo con impegno e generosità», conclude mons. Morosini.

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