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Il 13 marzo 2013 Bergoglio veniva eletto successore di Cristo

Quattro anni di Papa Francesco, nel 2014 la visita in Calabria

A Cassano il duro monito: «La Chiesa deve dire di no alla ‘ndrangheta, i mafiosi sono scomunicati»

di Redazione Web 13/03/2017

Il 13 marzo 2013 Jorge Mario Bergoglio veniva eletto scegliendo il nome del santo di Assisi. Oggi è grande festa per la Chiesa e anche per la Calabria, memore della visita del pontefice in giugno del 2014 a Sibari e Cassano. La scomunica ai mafiosi e la condanna delle violenze sui bambini. È quanto ha affermato Papa Francesco nella sua visita pastorale in Calabria, quarto viaggio di Bergoglio in Italia dopo quelli a Lampedusa, Cagliari e Assisi. «La Chiesa deve dire di no alla ‘ndrangheta. I mafiosi sono scomunicati», ha ammonito duramente il Papa parlando a braccio durante l’omelia della Messa celebrata nella piana di Sibari. La prima tappa di Francesco in Calabria è stata nel carcere di Castrovillari. Qui ha incontrato i famigliari del piccolo Cocò Campolongo, il bimbo di 3 anni ucciso e bruciato, nel gennaio del 2014 insieme al nonno dalle cosche della ‘ndrangheta. «Mai più – ha detto loro Bergoglio – succeda che un bambino debba sopportare queste sofferenze». Bergoglio, infatti, per il suo coraggio e la sua vicinanza alla gente è definito dal cardinale Parolin il Papa della «riforma del cuore». Parolin, tra l’altro, in un’intervista rilasciata a Radio Vaticana, parla di sinodalità come primo frutto della “Chiesa in uscita”, della misericordia come cifra del pontificato e del successo dell'”Amoris laetitia”, che ha dato e sta dando «un grande impulso alla pastorale familiare. Quanto alle critiche, il cardinale fa notare che nella Chiesa ce ne sono sempre state! Non è la prima volta che succede. Credo che lo stesso Papa ci ha dato la chiave per leggerle: cioè, devono essere critiche sincere, che vogliono costruire e allora servono per progredire, servono anche per trovare la maniera insieme di conoscere sempre meglio la volontà di Dio e di applicarla». Quanto alla riforma della Curia, Papa Francesco, sulla scia del Concilio, la sta portando avanti perché la «Chiesa diventi sempre più se stessa, diventi sempre più autentica, tolga quelle incrostazioni che si vanno accumulando nel cammino della storia e risplenda davvero come una trasparenza del Vangelo».

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