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Le chiamano «rimesse» e sono i soldi che i migranti riescono a inviare nei propri paesi di origine

Quei 95 milioni di euro spediti per sostenere le famiglie

di Francesco Bolognese 14/03/2017

Tra coloro che fuggono dall’inferno delle guerre, della fame, a bordo di barconi ci sono tantissimi fratelli che lasciano nei territori d’origine moglie e figli ai quali provvederanno ad inviare denaro per il loro sostentamento. Siamo al cospetto delle “rimesse” degli emigranti.
Una recentissima analisi elaborata e divulgata dal Centro Studi “Impresalavoro”, su dati della banca d’Italia, ha stimato, negli ultimi dieci anni, in circa 64 miliardi di euro le rimesse dall’Italia verso l’estero.
La geografia delle rimesse nel 2015 è la seguente: in testa troviamo la Lombardia con un miliardo circa di rimesse all’estero, seguono Lazio (920 milioni di euro), Toscana (564), Emilia – Romagna (450 mln di euro), Veneto (411 mln di euro), Piemonte (303 mln ), Campania (298), Sicilia (210), Liguria (197), Puglia (159), Marche (108).
Immediatamente dopo giunge la terra di Corrado Alvaro, con 95 milioni di euro “rimessi” dagli stranieri. A beneficiare in modo particolare delle rimesse spiccano nel 2015 i seguenti Paesi: Romania (847 mln di euro), Cina (557 mln), Bangladesh (435), quindi Filippine, Marocco, Senegal, India.

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