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Sconosciuti gli esiti dell'incontro romano tra il ministro e gli Enti Locali

Morosini: «L'isolamento favorisce la mafia, noi non lo vogliamo»

Delrio «saluta» Alitalia che presenta il conto alla Regione

di Redazione Web 15/03/2017

Aeroporto, il giorno della verità si conclude con un rinvio.
La lettera aperta di Giuseppe Falcomatà alla città ha scatenato (come prevedibile) una sterile diatriba politica con le minoranze che sono passate all'attacco rispetto alla scelta del sindaco di porre soltanto adesso un out-out all'attuale forza di Governo.
Cosa si sono detti Graziano Delrio e lo stesso Falcomatà nella giornata di oggi non è dato saperlo al momento. Di ufficiale rimane l'intenzione di «rilanciare l'aeroporto di Reggio Calabria», come ha confermato il ministro delle Infrastrutture e Trasporti, il quale ha però lasciato intendere che è probabile che questo non avvenga attraverso il supporto operativo e strategico di Alitalia, parlando di «soluzioni alternative che possano entrare in campo nel più’ breve tempo possibile».
Delrio ha poi sottolineato come la "patata bollente" sia «delle Regioni che devono essere protagoniste». E questo sembrerebbe essere il punto più delicato della questione.
Perché proprio mentre al Mit si discuteva dello scalo, Alitalia - per mezzo dell'amministratore delegato, Cramer Ball, di fatti sanciva il divorzio tra l'ex compagnia di bandiera e gli scali calabresi: «ad oggi Alitalia vanta nei confronti della Regione crediti per 1,853 milioni di euro», una sorta di conto sottoposto ad Oliverio.
«Purtroppo in ben quindici mesi - scrive l'ad di Alitalia - non si è registrato alcun sostanziale progresso a riguardo». Insomma: tutto, tranne rapporti idialliaci.
Così la giornata campale per il "Tito Minniti" rischia di chiudersi con un nulla di fatto. Un silenzio, quello di Falcomatà e Oliverio, che preoccupa gli addeti ai lavori e non solo.
Sul caso aeroporto, infatti, si apprende che anche l'arcivescovo di Reggio Calabria, monsignor Giuseppe Fiorini Morosini ha scritto - nel gennaio 2017 - al premier Paolo Gentiloni: «La prego in nome della nostra gente di intervenire perché questo ulteriore disastro per Reggio e Calabria venga evitato. L’isolamento nella comunicazione e nel trasporto significherà anche isolamento culturale e morale», ha scritto il presule, «l’aeroporto non significa solo gente che viaggia da Reggio, ma anche gente che giunge a Reggio, portando ricchezza non solo economica ma anche culturale». «È soprattutto di cultura che abbiamo bisogno per sconfiggere la criminalità organizzata - ha spiegato padre Giuseppe - L’isolamento favorisce il predominio della mafia. E questo non lo vogliamo».
Parole chiare, molto più del politichese di queste ore. Sulla scalo, intanto, si accavallano i tempi: oggi scade l'esercizio provvisorio di Sogas e il Tribunale dovrà decidere se prolungarlo o meno sino al 30 giugno, ossia fino alla stima della copertura economica da parte dei soci, come stabilito nell'ultimo incontro in Prefettura.
Un dato importante per permettere alla Sacal le operazioni di certificazioni. Sul versante lametino si fa sempre più insistente l'ipotesi dell'apertura della compagine sociale a nuovi azionisti: una dotazione finanziaria di due milioni di euro per i soci pubblici e di uno per quelli privati.
E non sono mancate le "prenotazioni" di prelazione, in tal senso, sia della Città Metropolitana che di Confindustria per Reggio Calabria.

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