accedi | registrati | 18-11-2017

Don Franco Isabello ha relazionato alla luce dell’”Amoris Laetitia”

Quinto dialogo su famiglia e società

Presente all’evento monsignor Bertolone

di Redazione Web 16/03/2017

La presenza autorevole del vescovo, Mons. Vincenzo Bertolone, ha animato l’ultimo dei cinque dialoghi sul rapporto tra famiglia e società, letto alla luce dell’”Amoris Laetitia” di papa Francesco. L’incontro è avvenuto presso la sala conferenza del MUSMI di Catanzaro, come evento di alta formazione realizzato dalla diocesi in collaborazione con il Movimento Apostolico. Le relazioni, interessanti e capaci di rivedere criticamente gli stereotipi che, spesso, affliggono questo tema, sono state di don Domenico Concolino e di don Franco Isabello. A moderare l'incontro don Francesco Brancaccio, Vicario episcopale per la Cultura. Don Domenico ha sottolineato come l'amore sia chiamato a incidere nel tempo della non credenza, riportando un seme di speranza e soprattutto partendo, non dalle tenebre, ma dalla luce della verità che deve orientare ogni famiglia. In tal senso, l'amore perfetto si trova in Genesi 1-2 dove si rileva la presenza di un'opera di Dio bella, pura (quella che precede il peccato dell’uomo). Ora, è a questa luce, è a partire da questa bellezza originaria che bisogna leggere la storia fatta, spesso, di ferite, di disobbedienza. Non deve avvenire il contrario. La famiglia va rifondata partendo dalla verità che Dio ha impresso in essa. Infatti, solo una famiglia santa potrà avere ripercussioni positive anche sulla società (AmorisLaetitia 52). Il teologo si è soffermato su alcuni testi: la Lettera a Diogneto, che parla delle prime comunità cristiane perseguitate, la Lettera di Pietro (1pt 3,11-16) la Iuvenescit Ecclesiae(18) La relazione di don Franco Isabello, responsabile della Pastorale familiare diocesana, ha preso spunto dal cap. 9 dell’Amoris Laetitiae dal Salmo 22, rilevando come la famiglia sia il santuario dove Dio abita. Il sacerdote ha ripreso l’immagine di Gesù sposo che si dona tutto nella Eucaristia e che, come tale, è icona della spiritualità familiare: gli sposi, infatti, devono “donarsi” reciprocamente. Importante è, poi, riscoprire la preghiera, la Messa domenicale. Occorre amare per sempre e chi ama genera vita con una quotidianità di amore e di sacrificio. Mons. Bertolone, infine, ha concluso l’evento, ringraziando i presenti e gli organizzatori per l'impegno profuso nel formare le coscienze, compito propriamente ecclesiale. Il vescovo ha evidenziato come, oggi, le famiglie siano poco favorite. Per tale motivo, è urgente riscoprirne la bellezza, considerando che il matrimonio è simile a un ricamo paziente che dura tutta la vita e in cui amore, sacrificio, donazione si intrecciano. Ogni famiglia dovrebbe essere una scuola di umanità, di educazione alle virtù, di trasmissione della fede, anche se in essa si sperimentano, a volte, dei limiti. Molti di essi sono causati dalla crisi di valori condivisi e dalla confusione dilagante. Tuttavia, non bisogna temere di proporre valori umani. Il nostro pastore ha, infine, sottolineato l’originalità dell’”Amoris Laetitia”, unico testo che è frutto del lavoro di due sinodi, e ha esplicitamente invitato i teologi presenti, don Francesco Brancaccio e don Domenico Concolino, a pianificare altri eventi formativi in cui la voce teologica si confronti con quella antropologica sul tema, questa volta, della coscienza, come luogo interiore in cui sempre risuona la voce del nostro Dio.

Anna Guzzi

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