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Animati i territori di Archi Cep, Cataforio e San Salvatore. «Vivere gli spazi abbandonati della Città»

Un’estate di sport, di cittadinanza e di strada

Il Centro Sportivo Italiano di Reggio Calabria investe sui propri giovani

di Federico Minniti 27/07/2016

Sport di strada, sport di cittadinanza. Il Centro Sportivo Italiano di Reggio Calabria «sceglie di investire a fondo perduto sui propri giovani». Lo spiega, Paolo Cicciù, presidente provinciale del CSI che in queste ore assieme ai dirigenti ed ai volontari è in calzoncini e maglietta per animare le piazze della Città. «In giorni in cui la nostra Reggio – sottolinea Cicciù – è martoriata da notizie nefaste, che fotografano una società “a rallentatore”, noi proviamo a vivere quegli spazi del cuore che gli altri pensano di progettare a suon di milioni di euro». Lo Sport, infatti, non può restare un’opera incompiuta, soprattutto quando mancano mani e gambe pronte a scattare in piedi nel nome del servizio. Capita ad Archi Cep, così come a Cataforio e San Salvatore. Due quartieri, in modi e con responsabilità diverse, abbandonati a sé stessi dalle Istituzioni. Da ArchiSport allo StreetSport ciò che è emerso è il grande bisogno di volontariato sportivo. «Purtroppo gli Enti di Promozione Sportiva – commenta Cicciù – si rinchiudono nell’ufficiale ed in ciò che porta profitto. Promuovere attività sportiva libero e come nel caso di ArchiSport un piccolo esercizio di orientamento sportivo non è più remunerativo, perciò viene abbandonato. Invece la ricchezza sta nelle strade, nei campetti abbandonati, dove etnie diverse scendono sullo stesso campo di gioco e si incontrano». In tal senso è preziosa l’esperienza di ArchiSport, una giornata di animazione assieme al Ce.Re.So. ed al centro d’ascolto “Don Italo Calabrò”. Tanti, tantissimi giovani migranti per le strade assieme ai ragazzi del Cep. «È triste pensare che per molti quei piccoli atleti sono solo numeri – prosegue Cicciù – abbiamo toccato con mano la povertà ed in fondo un pallone che rotola è bastato per far tornare sorrisi e far incontrare mondi, apparentemente lontanissimi». Da Archi a Cataforio, per il CSI, il passo è breve. Da quindici giorni animatori e volontari sono “impolverati” in un torneo di calcio e di pallavolo che vede coinvolti tutti i ragazzi della Parrocchia di San Giuseppe e San Salvatore. Un’iniziativa condivisa col territorio, con la presenza costante delle famiglie ad osservare i propri ragazzi giocare e divertirsi in modo semplice. «La colpa è di chi pensa che lo Sport è tale solo se esaltato da grandi palcoscenici – soggiunge il presidente provinciale del Centro Sportivo Italiano – invece è nelle periferie, tutte le periferie, che dobbiamo muoverci con più attenzione e dedizione. Abbiamo anche fatto un gemellaggio, tra la parrocchia di Sant’Alessio e quella di Cataforio-San Salvatore. È stata occasione di crescita per due comunità messe ai margini, ma ricchissime sotto il profilo umano e relazionale». Le iniziative estive del CSI, però, non saranno un’estemporanea. «La cosa bellissima – dice Cicciù – è che all’indomani dell’avvio di queste attività siamo stati subissati di richieste da altri territori, soprattutto da parrocchie che hanno riconosciuto la gratuità nel nostro agire. Vogliamo far diventare, questa dell’animazione sportiva di strada, una buona prassi per un territorio che delimita lo sport nell’orticello della competizione agonistica, - conclude Cicciù - non cogliendone gli aspetti più puramente civici ed educativi».

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