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Camminare sull’esempio dei santi

I giovani non ascoltano apostoli tiepidi

Una riflessione alla luce dell’esperienza di fede

di Redazione Web 18/03/2017

Pregate il Signore della messe perché mandi operai nella sua messe (Lc 10,2). Sempre c’è bisogno di apostoli, di persone che con la loro vita testimonino la verità e il calore della fede. Come dice Gesù occorre pregare, e poi guardarsi dalle insidie del sociologismo che narcotizza lo slancio apostolico. I giovani non credono, la cultura attuale non lascia spazio alla fede, la pornografia e la droga addormentano le coscienze… Balle. Queste sono le conseguenze della mancanza di fede, non la causa. Come hanno fatto i santi? Non avevano fiducia nelle loro capacità ma hanno alzato la vela della loro barchetta e si son lasciati pilotare dallo Spirito Santo. Nel cristianesimo l’umiltà convive con i grandi desideri. I cristiani dicono di sì a Gesù: sia attraverso la vita ordinaria sia con una vocazione specifica, accettano di donare se stessi, confidano nella Provvidenza e diventano trascinanti. I santi sono stati dei contemplativi che hanno tirato fuori, grazie alla fede, la capacità imprenditoriale. I giovani non ascoltano? Non ascoltano gli apostoli tiepidi. Appena spunta un predicatore che ha fede le chiese diventano insufficienti. «Fede! È questione di fede, non di altro!», disse san Josemaría Escrivá. Se un cristiano antepone le preoccupazioni personali alla sua testimonianza apostolica diventa inefficace. Lo si vede dai suoi frutti. Il cristiano è un fuoco d’amore che riscalda attorno a sé. Se brucia come il sole riscalda tutta la terra. Come Gesù.

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