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Patrimonio nella Chiesa locale ha il compito di conservare la memoria storica

Biblioteca diocesana: le porte del sapere aperte alla cultura

Strumento essenziale per l’evangelizzazione

di Redazione Web 29/03/2017

di Antonio Foderaro

San Paolo quando sentiva ormai la sua vita alla fine scriveva a Timoteo «Portami i libri, soprattutto le pergamene» (2 Tim 4, 13) affinché «tutti i gentili potessero udire il messaggio» (2 Tim 4, 17). Da qui scaturisce anche quell’atteggiamento di estrema attenzione che la Chiesa cattolica riserva a tutte le testimonianze, in special modo quelle mediate dalla scrittura, che incarnano e tramandano i valori della sapienza dei popoli. La semplice esistenza delle biblioteche ecclesiastiche è un attestato decisivo di questo irrinunciabile impegno della Chiesa nei confronti di un patrimonio spirituale documentato da una tradizione libraria che essa, al tempo stesso, concepisce come bene proprio e come bene universale, al servizio della società umana. Le biblioteche di proprietà ecclesiastica, rappresentano un tesoro inesauribile del sapere. Le testimonianze librarie, come quelle archivistiche e artistiche, sono per la Chiesa un mezzo insostituibile per porre le generazioni, che si affacciano alla vita e alla fede cristiana, a contatto con tutto ciò che l’evento cristiano ha prodotto nella storia e nella riflessione umana, allo scopo di non privarle dell’esperienza eventualmente già compiuta dalle generazioni precedenti nell’alveo della loro rispettiva cultura. La tradizione cristiana, quindi, trova nei libri scritti all’interno della Chiesa un contributo costante per la sua diffusione–trasmissione, per il suo approfondimento, per la sua comprensione, per la sua inserzione viva nelle tradizioni dei popoli. La biblioteca ecclesiastica, dunque, è collocata nel cuore della missione evangelizzatrice della Chiesa, ragione che giustifica il fatto che la Chiesa si tiene cara questa istituzione, anzi ne rivendica il ruolo “pubblico” e sociale. Non è un lusso, ma «uno strumento essenziale dell’evangelizzazione» in quanto «luogo tipico» in cui le diverse culture e le molteplici branche del sapere possono confrontarsi in un contesto di apertura universale. La biblioteca diocesana dovrebbe avere il compito di assicurare un servizio organico e tempestivo di documentazione della vita della diocesi, conservare e promuovere la memoria storica della diocesi. Un’istituzione ancorata alla realtà locale, civile ed ecclesiale, innestata sul tessuto pastorale vivo della diocesi, espressione concreta del progetto culturale della comunità ecclesiale locale. Questa funzione tipica della biblioteca diocesana si muove sullo sfondo del recupero di una forte sensibilità sulla funzione della biblioteca come raccolta e come servizio alla cultura, del gusto e senso della lettura. Le conseguenze operative che vennero individuate in quella occasione furono: imboccare la strada di ‘reti’ a livello diocesano, provinciale, regionale, nazionale; adeguamento alle moderne tecnologie utilizzando standard sempre più interscambiabili; dare supporto anche normativo affinché la biblioteca diocesana costituisca punto di raccolta di tutto quanto viene prodotto a livello di diocesi, per un’adeguata conservazione, catalogazione e fruizione.

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