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Al Senato: «Le accuse dei magistrati sono un teorema privo di prove»

Antonio Caridi: «non sono un mafioso»

Buemi voterà contro l'arresto: «Dovevano indagarlo 10-15 anni fa»

di Redazione Web 02/08/2016

È terminata poco prima delle 11, per consentire ai commissari di partecipare al voto di fiducia in Aula, l'audizione del senatore Antonio Caridi davanti alla Giunta delle immunità, nei confronti del quale pende un'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip di Reggio Calabria. Oltre due ore durante le quali, a quanto si apprende, il parlamentare ha respinto le accuse di associazione mafiosa prospettata dai magistrati e dato la propria versione dei fatti rispetto al presunto sostegno che avrebbe ricevuto dai clan della 'ndrangheta in occasione delle varie tornate elettorali. I lavori riprenderanno alle 14 con la discussione generale, mentre un'altra seduta è prevista a partire dalle 20, con la votazione finale. Caridi, che è apparso particolarmente provato al termine dell'audizione, non ha voluto rilasciare dichiarazioni ai cronisti che lo attendevano nel cortile di Sant'Ivo alla Sapienza ed è tornato a Palazzo Madama assieme al capogruppo di Gal e membro della Giunta, Mario Ferrara. «Se doveva essere indagato, lo dovevano fare 15-20 anni fa, a quando risalgono le accuse», ha affermato uscendo dalla Giunta il senatore socialista Enrico Buemi, che voterà contro l'arresto. «Le accuse sono molto gravi, aspettiamo di leggere le carte» le parole della leghista Erica Stefani. Il voto dell'Aula è previsto da calendario fra domani e giovedì. Nella mattinata di ieri Caridi ha depositato una corposa memoria di oltre 50 pagine in cui respinge le accuse dei magistrati, definite «un teorema privo di prove» inserito in «un quadro contraddittorio, illogico e mancante». Secondo la difesa la conferma verrebbe, fra i vari aspetti, anche da un punto di vista prettamente giuridico: il senatore, scrive il gip nell'ordinanza, sarebbe un «dirigente ed organizzatore della componente "riservata" della 'ndrangheta». Tuttavia non gli viene contestata l'aggravante prevista dal secondo comma dell'articolo 416-bis nei confronti di «coloro che promuovono, dirigono o organizzano l'associazione» mafiosa. A difendere Caridi sono gli avvocati Valerio Spigarelli, fino al 2014 presidente dell'Unione camere penali, e il penalista reggino Carlo Morace.

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