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Durante l'incontro voluto da monsignor Morosini abbia parlato con alcuni ragazzi

Gli echi degli studenti: «Da oggi non penserò più di non potercela fare»

di Federico Minniti 19/04/2017

Molti dei ragazzi presenti alla "Calipari" non hanno ben capito il perché di questo incontro voluto dall'Arcivescovo.
«Cosa c'entra la Chiesa con il lavoro dei giovani?». Non fanno mistero quando chiediamo loro cosa pensano della tavola rotonda a chi stanno partecipando. Irene, giunta al quinto superiore senza avere chiare le idee rispetto al suo futuro, ci dice che «i suoi fratelli sono già al nord, anche se lei vorrebbe restare qui». I suoi occhi adolescenziali per un attimo si spengono.
Quella "resistenza" verso la "sua" Reggio Calabria le provoca un pizzico di tristezza. Accanto a lei, Laura, che - invece - un progetto chiaro ce l'ha: «Andrò all'Università a Pavia, qui non c'è niente». Parole che pesano come un macigno, una sentenza verso un territorio. Un'idea che si affievolisce col passare dei minuti e degli interventi della tavola rotonda.
Bandi, opportunità, talenti. Termini desueti, poco usati con quei ragazzi, come Nino che vorrebbe già da questa estate iniziare a lavorare. «So che è difficile - ci dice - però questa storia delle cooperative mi sembra un buon punto di partenza». Se il "mettersi insieme" crea entusiasmo tangibile, quello che preoccupa è il vocabolario dell'autoimpiego: società, partita iva, tasse e tutti quelle cifre indicano le migliaia di euro necessari. «E tutti questi soldi dove li trovo?».
Una domanda a chi provano a rispondere i relatori. Qualche ragazzo "stacca" per qualche minuto, esce fuori dall'Auditorium. Lo seguiamo per capire perché non vuole ascoltare. Le sue parole sono amare: «Mio papà è in cassa integrazione - ci dice una ragazza che preferisce rimanere anonima - come faccio a credere a questi signori?».
C'è molta rabbia nella sue parole. Però scatta una scintilla tra i presenti: «Ma in fondo stare qui a piangersi addosso non serve a nulla», ci spiega tornando all'interno della sala con tanti altri ragazzi che non smettono di tenere in mano il loro smartphone. Quando sentono parlare di innovazione, molti di loro trovano stimoli nuovi. Vedono che quello che hanno a portata di mano può diventare il loro lavoro.
Abbinare il web, i talenti e il territorio li appassiona; «non so cosa mi porterà questo incontro di oggi - afferma Marta - di certo è che da oggi non penserò più di non potercela fare».

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