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Anteprima dell'intervista esclusiva in edicola oggi su L'Avvenire di Calabria

Accorinti: «Io sindaco di Reggio? L'idea mi piace»

di Federico Minniti 30/04/2017

Renato Accorinti è un fiume in piena. Per chi ne osserva la parabola sociale da diversi anni, non è una novità. «La vede quella foto accanto a Mattarella - ci dice mostrando col dito un'istantanea di un clochard - quello è Vincenzo, un barbone con cui ho dormito per diversi anni».
Non si può certamente definire Accorinti un politico, tutt'altro. Forse il termine più adeguato è quello di attivista, anche se lui stesso si ritaglia il ruolo di «cittadino attivo, perché un cittadino passivo non è un cittadino».
Fuori dalle nomenclature c'è questo miracolo elettorale tutto messinese. Stuzzicato sul sindaco dirimpettaio, Accorinti riserva parole positive verso Falcomatà: «Giuseppe è un bravo ragazzo, certo forse è un po' troppo legato al partito...» Si lascia sfuggire Accorinti che è sempre con la sua solita divisa, ossia una manica a mezze maniche con su scritto "Free Tibet".
«Sono solo un professore di educazione fisica», ci spiega sorridendo, «ma sono stato l'unico a riunire le sette città metropolitane del sud Italia per una programmazione dal basso». Un impegno assunto dai sindaci del Mezzogiorno di incontrarsi al primo G7 delle MetroCity proprio a Messina il prossimo 22 maggio.
«Dobbiamo capire che quello che facciamo ci deve superare», ci confessa Accorinti. Una logica di programmazione che rischia di paralizzare il sistema del consenso. «Ma sai quanto me ne frego di fare campagna elettorale?», ci risponde alzandosi in piedi di scatto.
Accorinti è così: prendere o lasciare. E sul patibolo ci è finito per una sfiducia anomale: «Dopo quello che hanno fatto i miei predecessori mi volevano pure cacciare», sorride sornione.
Un "luogo romantico", Palazzo Zanca, come lo ha definito un ragazzo in visita alla casa comunale di Messina. Accorinti ne è innamorato, ma - quando gli chiediamo quali siano i suoi programmi per il futuro - risponde chiaramente: «Se ci sarà una richiesta da parte della cittadinanza (rievocando la raccolta firme della sua prima storica elezione nel 2013, ndr) mi ripresenterò, altrimenti non ho nessun vincolo di partito».
E se la richiesta arrivasse dall'altra parte dello Stretto? Per la prima volta è Accorinti a rimanere spiazzato dalla domanda: «Non ci ho mai pensato - confessa - ma l'idea mi piace; certo ci vorrebbero forze giovani, forse io ho fatto il mio tempo».
Intanto a Messina è giunto il secondo assessore reggino, Enzo Cuzzola, un segnale inequivocabile di Accorinti verso Falcomatà.

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