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Oltre la curva sud

La sfida «metropolitana»

di Davide Imeneo 03/05/2017

È già la terza volta che, in questo 2017, proponiamo all’attenzione dei nostri lettori il tema dell’area metropolitana dello Stretto. Lo abbiamo fatto e continueremo a farlo perché crediamo fortemente nelle possibilità – ancora non pienamente espresse – offerte da una effettiva sinergia tra le due sponde gemelle. Una vera collaborazione, infatti, permetterebbe di costruire, attorno allo Stretto, una grande metropoli, foriera di servizi e sviluppo, di cultura e occupazione. Per capirne di più – soprattutto in termini di operatività – abbiamo intervistato il sindaco di Messina, Renato Accorinti, autentico pioniere dello sviluppo “interistituzionale” dello Stretto. Il primo cittadino peloritano ha in mente il «Modello Budapest », di cui riferiamo diffusamente a pagina 3. «Le acque dello Stretto non devono dividerci ma devono unirci», è lo slogan che ne sintetizza le finalità.

La vision di Accorinti è condivisibile quasi in toto, ma ciò che onestamente preoccupa è la mancata corrispondenza di sforzi e ideali dalla sponda reggina.

La tentazione di curare il proprio orticello ha sempre appesantito la crescita e lo sviluppo dell’area dello Stretto. La mentalità da «Curva Sud», per la quale l’orgoglio vale più della comunione e la competizione più della collaborazione, ha causato la retrocessione ambientale, umana, economica e sociale di Reggio Calabria. Uno scadimento senza tregua. Mentre il resto d’Italia, della Calabria (si pensi a Lamezia) e della Sicilia (si pensi a Catania) ha costruito ponti, valorizzando il territorio e accelerando crescita e sviluppo, i reggini e i messinesi sono rimasti affacciati allo Stretto, a contemplarne le bellezze ma senza sfruttarne le potenzialità. C’è il rischio, e lo scriviamo augurandoci di essere smentiti dal futuro, che lo Stretto resti stretto, che le idee di Accorinti restino visioni, che le riunioni e le conferenze di servizi si sciolgano negli annunci delle conferenze stampa conclusive. Che le promesse dei fondi europei muoiano in progetti sognati, scritti, disegnati e mai realizzati.

La cartina al tornasole sarà l’appuntamento del 22 maggio. A Messina si svolgerà il «G7» delle città metropolitane del Sud. Saranno assunti impegni, ci ha assicurato il sindaco Renato Accorinti. E noi verificheremo che questi impegni diventino fatti concreti. Ma la politica, anche se sana e bene intenzionata, non riuscirà – da sola – a unire lo Stretto. Perché in questo lembo di territorio si gioca un’identità, prima ancora che uno sviluppo. E allora la domanda da porre alla base di ogni progetto è un’altra: ma i reggini e i messinesi voglio davvero diventare cittadini dello Stretto o continueranno a impegnarsi e faticare... ognuno nel proprio orticello?

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