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La testimonianza di un vero impegno di servizio educativo per i giovani

La Liberazione nel ricordo degli scout-partigiani

di Gino Arcudi 04/05/2017

Ci sono uomini e donne che, abitando su questa terra, hanno dato significato a luoghi e giorni che alimentano una memoria che ci ricorda da dove veniamo ma soprattutto perché continuiamo ad esistere ed a crescere. Si può essere di passaggio ma avere un passo leggero, oppure scegliere di portare i propri passi su linee di confine da oltrepassare. Ma chi fa educazione, chi libera le menti, chi indica orizzonti di 360 gradi, chi valorizza le altrui capacità senza per questo sentirsi inferiore, sa di lavorare sul futuro e mai sul presente. È un lavoro (o servizio?) che solo chi guarda dall’Alto può apprezzare perché vede, contemporaneamente, il punto di partenza e quello di arrivo di giovani creature messe su questa terra per renderla migliore.
Aquile Randagie è una esperienza di libertà vissuta lontano dai clamori e rischiosa perché proibita dal contesto politico del tempo (fascismo). È il nome di una ribellione che ha raccolto degli uomini coraggiosi che a rischio della loro vita hanno portato lo scoutismo a vivere «un giorno in più del fascismo».
Si facevano chiamare Aquile randagie i ragazzi del gruppo di scout di Milano e Monza che svolgevano attività clandestine durante il periodo fascista. Una delle Leggi Fascistissime, aveva decretato lo scioglimento dei Reparti Scout nei centri inferiori a 20.000 abitanti, e l’obbligo di inserire Opera Nazionale Balilla nelle insegne dei rimanenti. Papa Pio XI fu costretto a dichiarare sciolta l’Associazione Scautistica Cattolica Italiana (ASCI) il 24 gennaio dello stesso anno. Il 9 aprile 1928 tutto lo scautismo fu dichiarato soppresso dal Consiglio dei ministri. Ma alcuni di essi si rifiutarono di cessare ogni attività. Usando anche messaggi in codice e cifrati, quei ragazzi continuarono a ritrovarsi, tenendo regolari campi scout d’estate, in Val Codera (SO), e svolgendo attività scout. Li guidavano Andrea Ghetti, del gruppo Milano 11, detto Baden, il quale, dopo aver avvicinato lo scautismo nel 1927, vi aderisce pienamente e diventa dal 1939 in poi assistente ecclesiastico del gruppo milanese intrattenendo contatti anche con le alte cariche ecclesiali (i vari cardinali di Milano che si avvicendano in quegli anni sono a conoscenza dell’esistenza delle Aquile Randagie e le sostengono anche se non apertamente) e Giulio Cesare Uccellini, capo del Milano 2.
La resistenza vera e propria inizia quando un gruppo scout guidato da Giulio Cesare Uccellini compie un’uscita ai Corni di Canzo testimoniata da varie fotografie. Su una di queste è scritto: «È l’inizio Scout della Resistenza contro il fascismo», la resistenza durerà 16 anni 11 mesi e 5 giorni, che sarà chiamata il periodo della giungla silente.
Durante tutto il periodo della giungla silente vengono realizzati campi estivi, settimane passate in cammino o in campi stabili totalmente dedicate allo scautismo. Nel 1930 viene fondato il giornale Estote parati (traduzione latina del motto scout “siate pronti”), nel quale vengono descritte le attività svolte e raccolti canti e appunti di tecniche scout. Molti gli episodi eroici compiuti da quei ragazzi di cui si conosce poco e non è stato solo attivismo. Nei 20 mesi di occupazione nazista ci sono stati 2.166 espatri tra i quali anche quello di Indro Montanelli, 3000 documenti falsi stampati e una spesa complessiva di 10 milioni di lire di allora.

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