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Lo spettacolo “Parola e Sassi” andrà in scena il 13 e 14 maggio

Rassegna Teatro Ragazzi “Approdi” 2017

La direzione artistica sarà di Letizia Quintavalla

di Redazione Web 09/05/2017

Il Teatro della Girandola presenta l’ultimo spettacolo della rassegna di teatro ragazzi “Approdi” 2017. Sabato 13 maggio 2017 alle ore 18 e in replica domenica 14 maggio alle ore 18 andrà in scena "Parole e Sassi" con Renata Falcone - Collettivo Progetto Antigone Direzione Artistica Letizia Quintavalla. Antigone, antica vicenda di fratelli e sorelle, di patti mancati, di rituali, di leggi non scritte e di ciechi indovini, è stata narrata nei secoli a partire dal dramma scritto dal poeta greco Sofocle nel 440 a.C. Ora, diciannove attrici, ognuna nella propria regione, solo con un piccolo patrimonio di sassi, la raccontano alle nuove generazioni, che a loro volta la racconteranno ad altri. Mi chiedo cosa mi spinge, una volta dopo l’altra, a raccontare questa storia di coraggio e di lutti.

Forse la speranza che quelli che ascoltano possano guardare e capire le azioni degli esseri umani. (dall’Antigone di Gita Wolf) Collettivo Progetto Antigone Venti donne di teatro hanno fondato il Collettivo Progetto Antigone nel 2011, in sintonia con il movimento nato con la mobilitazione nazionale del 13 febbraio di quell’anno con l’obiettivo di rendere l’Italia un paese per donne. In quanto attrici ci sentiamo responsabili della memoria e della trasmissione di alcune storie importanti nella nostra cultura, la nostra volontà è quella di realizzare un’azione politica attraverso il lavoro teatrale. Abbiamo scelto di partire dalla tragedia di Antigone anche perché in questa storia la questione del rapporto tra le donne e il potere è centrale. Vogliamo raccontare la storia di Antigone alle bambine e ai bambini, perché possano conoscerla, ricordarla e raccontarla a loro volta. Ogni bambino in quanto egregio uditore, prenderà da questa storia quello di cui ha bisogno e ne farà ciò che vorrà e ciò che potrà.

Riteniamo la scuola uno dei momenti più importanti per la formazione della persona e dei cittadini: per questo ogni attrice, dopo aver preparato insieme a tutte le altre Parole e Sassi, si è impegnata a portarlo, in autonomia, nelle scuole della propria regione ma anche in biblioteche, centri culturali, cortili, case e in tutti quei luoghi dove ci siano le condizioni logistiche, ma soprattutto poetiche, per raccontare. La scelta di andare nelle scuole è anche un modo contingente di far fronte, speriamo in modo temporaneo, ai gravi tagli che la scuola sta subendo e che compromettono fra l’altro, ogni giorno di più, la possibilità stessa di portare i bambini a teatro. Parole e Sassi è un lavoro autoprodotto dal Collettivo Progetto Antigone. Parole e Sassi E lungo tutto il dramma ci sono domande che, sebbene non esplicite, riguardano i confini tra le cose, tra la sfera umana, animale e spirituale. Domande sul selvatico e sull’addomesticato, domande sul civilizzato e l’incivile, su cos’è naturale e cosa non lo è, su cosa è spirituale e cosa no. La cosa più facile è stabilire che qualcun altro è diverso da noi, e può essere comandato o reso inferiore, espropriato o escluso. Questa è la base per ogni conflitto di potere. In realtà, è la base della storia di Antigone, e di tutte le sue domande sulla natura e la natura umana. (da La storia di Antigone di Ali Smith) Parole e Sassi è un Racconto-Laboratorio e ha un allestimento semplice e scarno, fatto di parole e sassi. Si compone di due parti inscindibili e necessarie l’una all’altra: il Racconto e il Laboratorio.

L’attrice, prima di iniziare il Racconto, fa un patto con i Bambini: se riterranno la storia di Antigone importante, allora dovranno ri-raccontarla a più persone possibili e per questo prima di andarsene lascerà loro le parole, cioè il copione, e i sassi usati nel Racconto. Nel Racconto la Narratrice racconta la storia di Antigone. Tutto si compie come in un rito, attraverso un testo accompagnato dall’uso di sassi-personaggio e una partitura gestuale fissa. Un rettangolo, segnato da una traccia rossa sul pavimento, delimita lo spazio della scena. Per fare teatro non è indispensabile che ci sia un palco, ma necessaria è la relazione circolare tra attore e pubblico. Il Laboratorio è una sorta di "seconda navigazione poetica" dove le parti s’invertono: ora è il pubblico ad agire, a parlare, ora sono i bambini, prima egregi uditori, ad usare i sassi per raccontare come e in che parte di loro si è rifugiato il tragico di questa grande storia. Ora è il pubblico a costruire metafore teatrali e tutto avviene all’interno della classe.

La classe è come una piccola polis con le sue regole, dove tutti si conoscono, è una piccola comunità che si nutre di molteplicità di emozioni e di pensieri e di una preziosa ricchezza di opinioni, per questo è un vero deposito democratico della conoscenza. Parole e Sassi da maggio 2012 a settembre 2015, è stato presentato a più di 1000 gruppi classe e ha incontrato 20.000 bambini e ragazzi. E’ stato un modo di portare il teatro nei paesi, nelle scuole lontane dalle città, nelle pluriclassi delle nostre montagne, ma anche nelle biblioteche, in musei e siti archeologici, nei parchi e in piccoli teatri, in aule universitarie e carceri femminili, a casa della maestra e in cortili di privati cittadini. Il progetto è stato invitato a rassegne e festival teatrali in Italia, Francia, Svizzera e Argentina ed è vincitore dell’Eolo Awards 2013 come miglior Progetto Creativo.

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