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«Il commissariamento del 2012 fu una scelta chiaramente politica»

Bombino: «Politica locale non sia subalterna a Roma»

di Federico Minniti 09/05/2017

Bombino è un personaggio che divide; lo è da quando nel 2012 scrisse un manifesto contro il commissariamento (per contiguità mafiosa) del Comune di Reggio Calabria. «Non posso non immaginare che lo Stato non avesse gli strumenti per poter individuare ed eliminare le “mele marce”».

Lo rifarebbe?
Certamente; mi sono voluto spendere con sentimento verso la mia Città.

Esponendosi a strumentalizzazioni.
Diciamocelo chiaramente: è stata una manovra politica, poi confermata – a due anni di distanza – dall’allora primo ministro, Matteo Renzi.

Un prezzo troppo alto
Ho voluto difendere la storia e la reputazione di Reggio, atteso che oggi le città divengono grandi o piccole in funzione della loro reputazione.

A proposito di reputazione, come accoglie la Sacal al “Tito Minniti”?
L’inchiesta sulla Sacal è estremamente eclatante e vi erano “sentori” da diverso tempo. La politica, nonostante ciò, ha investito in questa direzione.

Una scelta di merito?
L’economia di ragionamento sull’aeroporto di Reggio Calabria è orientata verso la regione, una scelta sbagliata in partenza.

Perché?
L’infrastruttura è vocata all’area dello Stretto. L’aeroporto non doveva entrare nella governace calabrese, semmai stabilirne una con la Regione Sicilia.

Rapporti troppo tipiedi tra le due sponde?
Di cosa si è parlato su quella nave che andava avanti e indietro sullo Stretto con tanto di prosecco? Un idillio che forse si è spezzato quando Renzi annunciò l’idea del Ponte.

La sta buttando in politica?
Bisogna ammettere un limite che ci ingabbia: l’assenza di una personalità autorevole.

Si spieghi meglio.
Possiamo ancora accondiscendere in maniera acritica a ogni ordine di scuderia?

Quale sarebbe la soluzione?
Ci vuole una personalità capace di interpretare l’istanza di una comunità.

Magari un tecnico, parla del suo futuro?
Il mio programma per il futuro è l’Università. Mi manca tornare a tempo pieno alla mia attività di ricerca. Detto ciò, da qualunque postazione – però – non mi risparmierò mai nell’esprimere il mio amore incondizionato per la mia Città.

Il suo ragionamento quanto è condizionato dalle intimidazioni subite?
Le rispondo da uomo: il giorno dopo non è vero che è semplice. Non è semplice la gestione dentro la famiglia – col rischio di logorare i rapporti – e si inizia a convivere con la paura, alterando la propria realtà.

E lo Stato che risposta le ha dato?
Ho avuto una vicinanza incondizionata dal Prefetto, dal Procuratore della Repubblica, dal questore e dai comandanti dei Carabinieri. Gli altri mi sono stati vicini attraverso un comunicato stampa.

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