accedi | registrati | 18-1-2019

Monsignor Domenico Graziani intervistato in esclusiva

Il vescovo di Crotone: «Avevo chiesto a don Edoardo di lasciare»

di Davide Imeneo 16/05/2017

«Un prete deve usare solo gli strumenti propri del sacerdozio: il Vangelo e il rispetto del bene comune». Monsignor Domenico Graziani, arcivescovo di Crotone-Santa Severina, sceglie la via maestra della testimonianza per commentare l’arresto di don Edoardo Scordio, parrocco della Chiesa di Maria Assunta e correttore del Centro di accoglienza per i migranti sito ad Isola Capo Rizzuto.

Il vescovo Graziani, raggiunto telefonicamente, ha risposto alle nostre domande 

Monsignor Graziani quali sono stati i suoi primi provvedimenti dopo aver appreso la notizia dell’arresto di don Edoardo?

L’ho sospeso dal servizio in parrocchia. Questo è l’atto più significativo che io possa concepire in questo momento. Questa decisione, ad onor del vero, è nata in piena comunione con i suoi superiori dell’Istituto della Carità fondato da Antonio Rosmini di cui don Edoardo fa parte. Al suo posto, nella parrocchia di Maria Assunta ad Isola Capo Rizzuto, è stato sin da subito designato un altro sacerdote rosminiano. 

Eppure lei aveva chiesto già tempo fa un avvicendamento del sacerdote. 

Da quando sono arrivato nella diocesi di Crotone-Santa Severina ho - da subito - conferito sia con don Edoardo che con i suoi superiori rosminiani circa la necessità di un trasferimento del sacerdote dalla sua sede. 

Aveva avuto sentori? 

Purtroppo la notizia era “nell’aria”. Come vescovo però non potevo intervenire in altro modo.  

Perché? 

Riguardo all’attività “incriminate” che sono quelle riferibili alle Misericordie come vescovo non ho responsabilità diretta. Si tratta di un’associazione privata di fedeli. Per questo motivo non ho mai avuto alcun potere per entrare nelle dinamiche amministrative dell’associazione. 

Ha avuto modo di sentire don Edoardo? 

Allo stato attuale non mi è consentito incontrare il sacerdote poiché questi è ristretto in carcere per via di un fermo istruttorio. Per cui - da quando ho appreso questo provvedimento a suo carico - non ho avuto alcun modo di sentirlo. 

Le accuse a carico del sacerdote sono molto pesanti. 

In questo momento dobbiamo attendere che il quadro giudiziario si definisca. Per questo motivo ho piena fiducia nell’opera della magistratura. 

Come ha vissuto questa notizia? 

Le confesso un aneddoto: poco fa ho incontrato una vecchietta che mi ha esortato a non condurre questa battaglia da solo. “La ‘ndrangheta è brutta - mi ha detto - si prende tutto”. Questa è la gente di Crotone: ha sperato e continua a sperare ancora nell’opera della Chiesa. Naturalmente ciò che i fedeli si aspettano dai sacerdoti è che questi sappiano conservare integra la loro vocazione. Personalmente continuerò a pregare, soprattutto con i poveri. 

Cosa ha a cuore di dire alla comunità di Isola Capo Rizzuto? 

Anche in questo caso vorrei ribaltare il concetto di questa domanda: sin dalle prime ore del propagarsi della notizia degli arresti, la comunità di Isola Capo Rizzuto ha dimostrato un vero e proprio amore materno verso la Chiesa in questo momento di grande sofferenza. Sa da dove nasce questa idea di famiglia? Da una profondissima fiducia nella giustizia sociale. 

Partecipa alla discussione

Esegui il login
Copyright 2016-2019 © avveniredicalabria.it | Tutti i diritti sono riservati | Responsabile: Davide Imeneo
Arcidiocesi di Reggio Calabria - Bova | Via Tommaso Campanella, 63 – 89127 Reggio Calabria
Credits Web Agency a Reggio Calabria - Arti Creative