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Gatto: «Ecco come ho evitato il default»

Manager pubblici: «Serve passione»

di Federico Minniti 26/05/2017

Ci conduce tra gli uffici, Antonino Gatto. Sono le ultime settimane da amministratore unico di Atam, l’azienda municipalizzata del trasporto pubblico locale a Reggio Calabria. La sua è la stessa attenzione che si presta nel “presentare” una persona cara.

Si conclude una stagione difficile.

La considero, anzitutto, una grande esperienza umana e professionale. Devo confessare che all’inizio erano tanti a chiedermi: «Ma chi te lo fa fare? ». Eppure quella nomina fu un segno, almeno per me: in quel momento dovevo impegnarmi per la mia città.

Come ha fatto ad evitare il fallimento?

Mi sono «giocato » il mio «mazzo di carte ».

Ossia?

Condizioni necessarie che dovevano realizzarsi.

Quali sono state?

L’impegno finanziario del Comune, la chiusura di un vecchio contenzioso con la Regione, la riduzione del debito con le aziende creditrici e, infine, il grande sforzo compiuto dai lavoratori ai quali è stato sottoposto un contratto di solidarietà.

Oggi, un attivo di quasi tre milioni di euro che fa ben sperare.

Si tratta di una condizione necessaria per pagare i debiti pregressi, ovviamente mantenendo questo trend l’azienda potrà stare sul mercato con le proprie gambe.

Magari puntando sulla mobilità nell’Area dello Stretto. Un’utopia?

Siamo nella fase delle «cose possibili ». Ci vuole una classe dirigente che sia certamente competente, ma che debba avere una forte “passione civile”.

Questa è la ricetta per essere buoni manager pubblici?

Se la passione non diventa un elemento importante nelle scelte, al pari della professionalità, allora non si raggiungerà nessun obiettivo. L’eccellenza è il bene comune.

Una scelta romantica. Può bastare?

Certamente perché induce a una capacità intrinseca spesso sottovalutata: quella di creare buone relazioni – con le persone – tra le Istituzioni. Questo è il vero senso di comunità.

Diamo per assodato il suo concetto, le chiediamo: Reggio e Messina stanno interloquendo rispetto al trasporto pubblico locale?

Il progetto dell’Agenzia dei trasporti sullo Stretto è un ipotesi che ha già visto un dettagliato lavoro, sul piano tecnico, da parte di Atam. Siamo stati antesignani: la collaborazione, in tal senso, con l’azienda messinese è altissima. C’è stata una strategia di endorsement importante verso le Istituzioni locali. Adesso tocca alla politica.

Un primo passo è stato fatto, insomma.

Le dico di più: potrebbe rappresentare un effetto di imitazione per altri esperimenti di integrazione tra le due sponde. Mi riferisco ai due teatri, ai due musei, alle due università. Diverrebbe, in sintesi, un modello scalabile.

Un po’ come la sua Atam? Che municipalizzata lascia?

Un’azienda a dimensione umana. Abbiamo destrutturato la mentalità verticistica, così la vera ricchezza è data dalle tante professionalità che finalmente possono valorizzare il loro impegno lavorativo.

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