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Indagine della Guardia di Finanza di Reggio Calabria sul noto imprenditore di Cinquefrondi

I «fondi neri» di Cosentino, presidente del Catanzaro

di Federico Minniti 29/05/2017

Fatture false, riciclaggio internazionale e persino una combine sportiva. L'impero economico di Giuseppe Cosentino, presidente della società calcistica del Catanzaro, – secondo la Procura della Repubblica di Palmi – sarebbe un grande “gioco di prestigio” finanziario. Per il noto imprenditore calabrese è scattata la misura restrittiva degli arresti domiciliari nell'ambito dell'operazione, condotta dal Comando provinciale della Guardia di Finanza di Reggio Calabria, “Money Gate”. Domiciliari anche per la figlia Ambra, la fact-totum Carmela Alì Santoro e il promotore finanziario milanese Stefano Noschese. Tutti soggetti orbitanti nella galassia imprenditoriale della “Gicos Import-Export” che a detta degli inquirenti sarebbe una maxi-evasione fiscale a conduzione familiare. Talmente intima che quattro dipendenti, Mariella Viglianisi, Marco Pecora, Caterina Zito e Simona Tedesco – tutti indagati – sarebbero parte integrante del “sistema” architettato da Cosentino a cui sono stati sequestrati beni per quattro milioni di euro. «Ingegneria contabile», l'ha definita Ottavio Sferlazza, procuratore di Palmi, che ha firmato l'indagine.
Secondo quanto ricostruito dalle Fiamme gialle negli anni d’imposta 2006, 2007 e 2008, la Gicos si è avvalsa di fatture false per quasi 2 milioni di euro. Un'elusione che univa la Piana di Gioia Tauro agli Stati Uniti d'America. Soldi che rientravano in Calabria attraverso conti correnti svizzeri intestati a società con sede in paradisi fiscali, come le Isole Vergini Britanniche e Panama. La “restituzione” avveniva attraverso i dipendenti della Gicos con prelievi bancari da cinquecento euro.
Questo un metodo, ma non l'unico: oltre quattro milioni di euro, infatti, viaggiavano dalla Calabria alla Svizzera attraverso gli artifici contabili dei Cosentino per poi essere versati in conti correnti alle Bahamas o ad Hong Kong. E la Guardia di finanza ha puntato i fari anche su una partita “combinata”: si tratterebbe di Catanzaro – Avellino del 2013 che fece raggiungere ai campani la promozione matematica in serie B.

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