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Un'aula dell'Istituto Teologico dedicata al prete scomparso nel 2013

Il seminario regionale «San Pio X» ricorda don Bilotti

Il sacerdote giunse a Catanzaro nei giorni successivi all'incendio della struttura

di Redazione Web 05/06/2017

La figura di don Gabriele Bilotti, sacerdote cosentino morto nell’agosto del 2013, è stata ricordata dal professor sacerdote Vincenzo Lopasso, in occasione della dedicazione di un’aula dell’Istituto Teologico Calabro “San Pio X” al suo nome.

Dopo l’ordinazione sacerdotale, nel 1956, don Gabriele Bilotti fu mandato dall’allora arcivescovo di Cosenza, mons. Aniello Calcara, a Catanzaro, per aiutare mons. Criscito nella conduzione del Pontificio Seminario Teologico Calabro “San Pio X”, da poco riaperto dopo un pauroso incendio.

Il “San Pio X” di Catanzaro fu per don Gabriele, la sua seconda casa, tra insegnamento e gestione (vice rettore ed altri prestigiosi incarichi). Don Bilotti servì la Chiesa Calabrese con passione e senso di responsabilità, nel luogo più delicato, quello della formazione dei futuri sacerdoti. Il prof. don Vincenzo Lopasso, attuale direttore dell’Istituto Teologico Calabro “S. Pio X”, per un decennio stretto collaboratore di don Gabriele (dapprima, nella qualità di Direttore della Biblioteca ed, in seguito, quale Direttore della Rivista Vivarium) ha sottolineato «l’accoglien- za riservata, assieme al Seminario rappresentato da Mons. Rocco Scaturchio, alla proposta di dedicare a don Gabriele una delle due aule da lui volute e arredate con scanni ad anfiteatro, secondo lo stile classico delle altre aule universitarie». Quindi il prof. Lopasso ha aggiunto che «le aule furono da don Bilotti volute per rendere la scuola più funzionale e a servizio degli studenti. Il bassorilievo in bronzo che lo raffigura, posto nell’aula per interessamento del Gruppo degli ex alunni del “San Pio X”, ricorderà visivamente all’attuale e alle future generazioni di studenti l’educatore e il maestro che ha inciso nella vita di molti sacerdoti ed è riuscito a creare intorno a sé consenso e riconoscimento».

Don Gabriele è stato vicerettore, docente economo del Seminario, nonché Direttore e poi Amministratore per lunghi anni dell’ Istituto Teologico. Come docente, ha insegnato Filosofia, Pedagogia ed Aggiornamenti letterari e culturali. Il ‘San Pio X’, da lui servito per ben cinquant’anni (1958–2008), è stato il suo amore più grande. Come educatore, la sua attenzione andava a ciascuno degli alunni; e la simpatia del suo tratto umano lo rendeva amico di tutti. Negli ultimi anni del- la sua vita sopportò con fede e con grande senso di dignità la malattia che lo aveva colpito. Quando fu costretto a stare in casa, don Gabriele continuò ad interessarsi alla vita della Chiesa calabrese e da quell’ osservatorio privilegiato, che era la sua camera nella Casa del Clero cosentino, seguiva le vicende liete o tristi degli amici sacerdoti.

«Credo di non sbagliarmi nel dire che negli ultimi anni don Gabriele ha riscoperto la preghiera come stile di vita», ha concluso don Lopasso. «Spesso lo si trovava intento nella recita del rosario – naturalmente non abbandonava mai la recita della Liturgia della Ore– e attento alla lettura della Bibbia che leggeva ogni giorno. Si era proposto, infatti, di leggerla dalla prima all’ultima pagina, cosa non aveva potuto fare prima per la mancanza di tempo. Don Gabriele rimane un nostro maestro che ha saputo accompagnare generazioni di studenti, con amore di padre, facendo loro apprendere la strada da percorrere, camminando assieme a loro nella ricerca continua del bene comune e della concordia, con una passione innata per la Chiesa che ha servito con dedizione e amore».

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