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Lo Stato non è di casa

Alloggi popolari, un rebus

di Davide Imeneo 19/06/2017

Una settimana di dibattito sul futuro dell’agenzia nazionale per i beni confiscati non è bastata per chiarirne il destino. Tutto ancora sospeso, tra disegni di legge ed emendamenti: si deciderà al Senato, in commissione giustizia. Intanto fioccano polemiche e opinioni. «Lo Stato scippa», «In Calabria lo Stato arretra», sono alcuni dei commenti pronunciati nei giorni scorsi da autorevoli esponenti istituzionali contrari alla riforma.

L’arcivescovo Morosini ha posto un problema significativo, quello della rappresentanza istituzionale in riva allo Stretto. Che, se manca o è inefficace, viene colmata dalla presenza (sempre tristemente efficace) della ‘ndrangheta. Ne è comprova la triste vicenda dell’edilizia popolare che si registra a Reggio Calabria: lo Stato non è padrone neanche in casa propria.

Parliamo dell’occupazione abusiva degli alloggi popolari. Nel reggino gli investigatori hanno rilevato che tale occupazione avviene in maniera illegale attraverso diverse comprovate modalità. È accaduto che alcuni nuclei familiari hanno occupato arbitrariamente un appartamento temporaneamente libero; altri ancora hanno occupato un appartamento intestato a un parente deceduto; sono stati occupati alloggi affidati a parenti o “amici” che vivono altrove. Alcune case, poi, vengono subaffittate in nero dal regolare intestatario (che, ovviamente, dispone di un’altra dimora) e, infine, alcuni alloggi sono stati occupati approfittando dell’assenza temporanea del legittimo proprietario, magari per un ricovero in ospedale o un viaggio. C’è una vera e propria gestione criminale parallela, che si cela dietro l’edilizia popolare, a danno del Comune e delle tasche dei cittadini. Ma gli inquirenti lamentano che la politica ha contribuito alle “ruberie edilizie” facendo un gioco sporco: quello dei condoni. L’ultimo è stato quello del 2013: con la legge regionale del 17 luglio del 2013 infatti, venne concessa la sanatoria per le occupazioni senza titolo di alloggi popolari, purché queste occupazioni fossero antecedenti alla data del 31 giugno dello stesso anno. Un regalo straordinario per i professionisti dell’occupazione.

L’assessore ai lavori pubblici del Comune di Reggio Calabria, Angela Marcianò, ha imboccato la strada della denuncia. Ma non solo, grazie alla società informatica del Comune, la Recasi, sta predisponendo una banca dati online di tutti gli alloggi popolari a disposizione dell’amministrazione.

Non resta che augurarsi che il lavoro dell’assessore garantisca una maggiore trasparenza del settore, e permetta al Comune di trarre il giusto reddito dal proprio patrimonio edilizio. Il piano di rientro, che grava sulle tasse dei reggini, non deve conoscere nessuna sgradevole eccezione.

(foto Calabriapost.net)

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