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Buddismo e cattolicesimo, due religioni a confronto

L’uomo senza l’intervento di Dio può salvare se stesso?

Le filosofie orientali tentano di colmare il vuoto interiore dell'uomo

di Gaetana Covelli 05/08/2016

In una società alla ricerca di Dio, dove proliferano le sette orientali che tentano di dare significato alla vita e riempire il vuoto dell’anima, molti si sono convertiti al Buddismo. Come cristiani dobbiamo raggiungere i Buddisti con la verità dell’evangelo presentata con amore. L’apostolo Paolo ebbe un’esperienza simile con il popolo di Atene che anch’esso si era volto verso gli idoli in cerca della verità. La sua difesa della verità ci viene raccontata nel libro degli Atti: “Ora, mentre Paolo li aspettava ad Atene, il suo spirito s’inacerbiva in lui, vedendo la città piena di idoli. Egli dunque discuteva nella sinagoga con i Giudei e con le persone pie, e ogni giorno sulla piazza con quelli che incontrava”.(At 17) Qual è, dunque, la differenza fra il buddismo e il cristianesimo?” Il Buddismo, con la sua negazione di Dio e l’insegnamento del kharma, non risponde al fatto basilare che l’uomo è un peccatore bisognoso di un Salvatore. L’uomo non può salvare se stesso, non importa quante “nobili verità” riesce a pensare, o quanta pace riesce a vivere. C’è solo una verità che ci rende veramente liberi. Gesù ha detto: “Io sono la via, la verità e la vita. Guardiamo più da vicino la religione orientale che oggi attrae. Il buddismo originato dagli insegnamenti dell'asceta itinerante indiano Siddhārtha Gautama (VI, V sec. a.C.). Nata come religione orientale, sta prendendo piede in maniera influente e popolare anche in occidente. E’ unica nel suo genere, sebbene abbia alcuni elementi simili all’induismo, come il karma, (etica sulla causa-effetto), maya, ( la natura illusoria del mondo) e samsara, (il ciclo di reincarnazione). I buddisti credono che lo scopo della vita sia raggiungere l’illuminazione. Il Budda non si considerava una divinità. Piuttosto una persona necessaria per mostrare questa via agli altri. Nella Bibbia è scritto che il peccato è un problema che avrà conseguenze eterne per l’uomo. Nel buddismo, invece, non c’è bisogno di un salvatore. Per un credente Gesù è l’unico che può salvare dalla dannazione eterna. Per il buddista vi è solo una visione che comprende una vita eticamente corretta e una centralità della meditazione che porta all’illuminazione e poi al nirvana. È una religione di filosofia morale ed etica, che comprende una vita di rinunce. La realtà è impersonale e non vi è amore. Dio è visto come un’illusione e il peccato come un errore non morale. In questo modo persino la nostra personalità diventa un’illusione. Il buddismo insegna che nirvana è il più alto stato di esistenza ed è raggiungibile individualmente. Al contrario, gli insegnamenti di Gesù sul paradiso, sono chiari. Ci ha insegnato che i nostri corpi fisici moriranno, ma le nostre anime saranno con lui, in cielo. Il budda ha insegnato che non abbiamo anime individuali, esse sono solo illusioni. Per loro non vi è un Padre misericordioso che ha mandato Suo figlio a morire per le nostre anime, per la nostra salvezza, per raggiungere la Sua gloria. Il buddismo, potremmo concludere, forse non è neanche una religione. Taluno la definisce una filosofia, altri una psicoterapia. Proprio in questi giorni a Roma negli spazi espositivi delle Scuderie del Quirinale, sono esposte 21 sculture, dall’VII al XIV secolo, che arrivano da templi e santuari giapponesi. La mostra sarà aperta al pubblico fino al 4 settembre. Le statue rappresentano monaci, spiriti e guerrieri. Tutte le statue raccolte nell’esposizione romana provengono da templi e santuari giapponesi e, a crearle, sono stati essenzialmente monaci -i cosiddetti busshi- che, anche quando non svolgevano funzioni sacerdotali, mentre scolpivano recitavano mantra, secondo l’insegnamento buddhista. L’arte eleva lo sguardo, noi cristiani, dobbiamo avere la certezza che il nostro sguardo è aperto al mondo, ma appartiene al Cristo Crocifisso e risorto.

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