accedi | registrati | 20-11-2017

Tanti i fedeli reggini che si sono riuniti in preghiera davanti al Santissimo Sacramento

A Reggio, nella chiesa di San Francesco una veglia per Charlie

Frate Antonio Luigi Gerundo ha guidato il momento di orazione

di Redazione Web 10/07/2017

La sera di domenica 9 luglio, presso la chiesa di san Francesco d’Assisi a Sbarre di Reggio Calabria, si è tenuta una partecipata veglia di preghiera per sostenere la vita di Charlie Gard, il piccolo affetto da una rara patologia al quale medici e giudici inglesi vorrebbero staccare la spina “per il suo superiore bene”. Non è dato capire per quale motivo la morte di questo bambino possa rappresentare anche un bene, fatto sta che le coscienze dell’intero monto, ed in particolare di quello cattolico, si stanno muovendo in questi giorni per cercare di salvare la vita di Charlie e per sostenere la battaglia pubblica dei genitori.

Persino papa Francesco, ribadendo che la vita va difesa fino alla sua morte naturale, si sta impegnando affinché questa vicenda possa avere un lieto fine. Sulla scia di questa spinta emotiva, ieri si sono riuniti in preghiera davanti al Santissimo Sacramento molti fedeli reggini i quali, scandendo i grani del Rosario, sono stati aiutati nella riflessione anche dalla lettura di alcuni passi della Familiaris consortio di san Giovanni Paolo II. «Nella famiglia - recita il brano letto dopo la meditazione del primo mistero - comunità di persone, deve essere riservata una specialissima attenzione al bambino, sviluppando una profonda stima per la sua dignità personale, come pure un grande rispetto e un generoso servizio per i suoi diritti, ciò vale di ogni bambino, ma acquista una singolare urgenza quanto più il bambino è piccolo e bisognoso di tutto, malato, sofferente handicappato. Sollecitando e vivendo una premura tenera e forte per ogni bambino che viene in questo mondo, la Chiesa adempie una sua fondamentale missione: è chiamata, infatti, a rivelare e a riproporre nella storia l'esempio e il comandamento di Cristo Signore, che ha voluto porre il bambino al centro del Regno di Dio: Lasciate che i bambini vengano a me perché a chi è come loro appartiene il regno di Dio’». Molto significativo ed attuale anche il brano che ha chiuso l’ultima meditazione: «Il progresso scientifico-tecnico, che l'uomo contemporaneo accresce di continuo nel suo dominio sulla natura, non sviluppa solo la speranza di creare una nuova e migliore umanità, ma anche un'angoscia sempre più profonda circa il futuro.

Alcuni si domandano se sia bene vivere o se non sia meglio neppure essere nati; dubitano, se sia lecito chiamare altri alla vita, i quali forse malediranno la propria esistenza in un mondo crudele, i cui terrori non sono neppure prevedibili. Altri pensano di essere gli unici destinatari dei vantaggi della tecnica ed escludono gli altri, ai quali vengono imposti mezzi contraccettivi o metodi ancor peggiori. Altri ancora, imprigionati come sono dalla mentalità consumistica e con l'unica preoccupazione di un continuo aumento di beni materiali, finiscono per non comprendere più e quindi per rifiutare la ricchezza spirituale di una nuova vita umana. La ragione ultima di queste mentalità è l'assenza, nel cuore degli uomini di Dio, il cui amore soltanto è più forte di tutte le possibile paure del mondo e le può vincere. È nata così una mentalità contro la vita».

Il momento di preghiera si è concluso con una esaustiva riflessione di frate Antonio Luigi Gerundo sui temi di fine vita, eutanasia, accanimento terapeutico, cure palliative alla luce della morale cattolica, e con la recita della preghiera “Gesù, tu rinasci in ogni bambino”, di santa Madre Teresa di Calcutta. Ieri non è stato il primo ed unico momento di preghiera che la città di Reggio ha organizzato a favore di Charlie, nei giorni scorsi, infatti, don Piero Catalano gli aveva dedicato un’adorazione Eucaristica in uno dei venerdì presso la chiesa di san Filippo Neri ad Arangea.

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