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Oltre cento gli interventi nella giornata di ieri su tutto il territorio regionale

Incendi, le fiamme si mangiano il cuore verde della Calabria

di Federico Minniti 12/07/2017

Dal Pollino all'Aspromonte arde il “cuore verde” della Calabria. Non da sosta l'emergenza-incendi che sta caratterizzando questi caldissimi giorni nel Mezzogiorno di Italia: da oltre quarantotto ore, infatti, gli uomini dei Vigili del fuoco con l'ausilio delle autobotti e dei canadair stanno provando a sedare le fiamme. Non sono gli unici in azione: mille volontari stanno lavorando nel Parco Nazionale del Pollino al pari delle squadre antincendio dell'Azienda Calabria Verde che, in riva allo Stretto, sono coordinate dall'Unità di crisi della Prefettura di Reggio Calabria col supporto del Dipartimento regionale della Protezione Civile a cui si è aggiunta l'attività regionale su input del Governatore Mario Oliverio che è riuscito ad aumentare la dotazione dei mezzi grazie all'interlocuzione con Fabrizio Curcio, capo della Protezione Civile. Oltre cento sono stati gli interventi per gli episodi che – come confermano i Vigili del fuoco – appaiono nella maggior parte dei casi come dolosi. C'è la mano dell'uomo dietro un fenomeno che annualmente si ripropone nella sua tragicità. A fronteggiarlo un dispiegamento massiccio di uomini: nonostante gli sforzi vi sono stati momenti di fortissima tensione in alcune zone interne della regione che hanno fatto vivere ore drammatiche ad alcune famiglie. Per fortuna il dato ufficiale, fornito dalla Protezione Civile, riporta solo tanta paura, ma nessun ferito. Gli incendi hanno minacciato abitazioni e stabili industriali, costringendo – come nella frazione Rosalì di Reggio Calabria – allo sgombero delle case. Altrove i danneggiamenti sono stati ingenti come a Rombiolo (Vibo Valentia) dove è andato distrutto un capannone agricolo. Pericolo sventato a Motta Filocastro, una frazione nel comune di Limbadi, sempre nel vibonese, dove le fiamme hanno lambito il Santuario diocesano della Santa Croce. Innumerevoli i comuni coinvolti, molti dei quali attanagliati dalle fiamme anche per via di una difficile raggiungibilità logistica: fra Villa Mesa e Milanesi di Calanna, nel territorio di Reggio Calabria, è stato necessario l'intervento di un elicottero. Nel cosentino situazione critica a Papasidero, Laino Borgo e Montalto Uffugo con gli incendi che hanno circondato i centri abitati per diverse ore. Papanice e Belvedere Spinello, invece, sono i due comuni nella provincia di Crotone in cui i Vigili del fuoco hanno dovuto fronteggiare le maggiori insidie. Le fiamme si sono espanse su tutto il territorio calabrese con momenti, nella giornata di ieri, in cui si è rischiata la psicosi generale. A dettarla un'emergenza nell'emergenza, ossia la combustione di un'autocisterna di carburante sull'A2 che ha costretto l'Anas a chiudere il transito sull'ex Salerno – Reggio Calabria dalle 14 alle 17 di ieri nei tratti tra Torano e Tarsia, in provincia di Cosenza. Disagi nella circolazione anche nel raccordo “Jonio-Tirreno” che congiunge l'entroterra reggino per via degli incendi sul promontorio della Limina nel comune di Mammola (Reggio Calabria). Gli incendi stanno dilapidando un vero e proprio patrimonio, quello boschivo, della Calabria che si estende per oltre seicentomila ettari con un indice di boscosità del 40%. In queste ore sono andati in fumo oltre cinquanta ettari di castagno, leccio, faggio e pino. 
 
 

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