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L'ultimo motivo di una durissima presa di posizione dell'assessore-tecnico riguarda gli alloggi popolari

Comune, prosegue lo scontro interno. Marcianò: «Sconsiderati»

di Redazione Web 12/07/2017

di Angela Marcianò * - Apprendo, prima dai giornali e poi per presa visione dei verbali e dei relativi emendamenti presentati in Commissione consiliare, la notizia, che alcuni esponenti della maggioranza in Comune hanno contestato il regolamento da me proposto sull'assegnazione degli alloggi del patrimonio edilizio, già approvato in Giunta.
Non sembra vero, ma pare proprio che lo sia, che il primo Assessore alle politiche della casa di Reggio Calabria che ha osato mettere il dito nella piaga degli abusi nella gestione del patrimonio edilizio pubblico ed ha predisposto uno strumento legale che non consente più al potere politico di decidere discrezionalmente sull’assegnazione degli alloggi ( prassi fino ad oggi più che consolidata), venga raggiunto da considerazioni negative di merito della "sua" stessa maggioranza, nel senso che non è legittimo che l'Assessore alle politiche della casa sia anche Presidente della Commissione, che vigilerà sulla corretta applicazione del regolamento.
Questo nuovo percorso di legalità, al quale pochi erano abituati e di cui nessuno si è dimostrato entusiasta, viene ad oggi ancora bloccato dalla politica e mi auguro che quanto da me paventato sia soltanto una raccapricciante caduta di stile personale ovvero un imperdonabile abbaglio estivo da insolazione perché altrimenti c'è davvero da dubitare, e non poco, sulle reali intenzioni sottese a queste posizioni e sulla coerenza personale e politica di chi le avrebbe assunte.
Ricordo a tutti che oltre ad essere l'Assessore alle politiche della casa sono anche l'Assessore alle legalità di questa Città, e forse non a caso, e non vedo proprio come il mio ruolo di Presidente della commissione possa essere ritenuto incompatibile con le funzioni più generali assegnatemi.
Si sta reputando quindi non legittimo o non opportuno che la referente municipale per il rispetto della Legge sia delegata a garantire in maniera sovraordinata ma sempre in ambito collegiale, quale primus inter pares, l’osservanza scrupolosa di una normativa dai contenuti puntuali, precisi e scevri da discrezionalità dalla stessa fortemente voluto ed al quale ha dato impulso fino all’approvazione in Giunta Comunale?
Rammento agli sconsiderati, ma spero non malintenzionati, che il Regolamento è un importante atto di civiltà, che ha trovato piena adesione anche nelle sedi istituzionali più autorevoli, oltre che essere un modello già osservato con favore in altre importanti Città italiane.
Se poi dietro questa iniziativa deve intravedersi qualche dubbio sulla mia correttezza, che però nessuno ha mai avuto la sfrontatezza di esplicitare o di illazionare, non posso fare altro che offrire la mia storia affinché sia paragonata a quella di tutti gli altri che mi hanno preceduta nei ruoli o nelle funzioni.
E così come non temo il confronto, allo stesso tempo mi dichiaro addolorata che la reale possibilità di assegnare la casa a tutte quelle famiglie che aspettano da anni e che ne hanno pieno diritto, debba restare vanificata a questo punto a causa di "ragioni politiche" dei consiglieri comunali, per giunta di maggioranza, in merito alle quali si congettura – ma infondatamente - che siano invece ripicche nei miei confronti o ostacoli da frapporre alla mia attività, e spero in un sano rinsavimento, che consenta la prosecuzione di un iter di ripristino della legalità, quella vera per intendersi, fatta di azioni concrete.

* Assessore alla Legalità del Comune di Reggio Calabria

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