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Iniziativa presentata dalla diocesi di Locri - Gerace che coinvolgerà settanta studenti

Gerace, cantiere aperto per i giovani restauratori

di Redazione Web 12/07/2017

Promosso dalla diocesi di Locri-Gerace, da un’idea di Giuseppe Mantella con don Fabrizio Cotardo e don Angelo Festa, il progetto “ Un’estate tra Arte e Fede nella Diocesi di Locri – Gerace ”si propone di coordinare competenze diverse per lo studio e la valorizzazione del patrimonio storico-artistico, istituendo un protocollo operativo, che potrà divenire il prototipo di un futuro piano integrato di recupero e manutenzione da “ esportare” anche in altre realtà territoriali vicine o lontane.

La diocesi di Locri - Gerace, che si estende da Monasterace a Bruzzano nella provincia di Reggio Calabria, conserva all'interno delle proprie chiese e santuari opere di particolare rilievo sia dal punto di vista storico artistico che religioso. Si tratta di un patrimonio comune, spesso poco noto, che, tramite questa iniziativa, si vuole tutelare e far conoscere.

La programmazione degli interventi prevede l’apporto di competenze diverse che precedano e affianchino le operazioni conservative in una visione olistica del “bene”; capace di “conciliare la preziosa e irrinunciabile specializzazione disciplinare con una moderna interdisciplinarità”. La complessità degli interventi sarà dunque affrontata con un approccio globale e integrato, che sia realmente interdisciplinare in modo da ricostruire un quadro completo sulla storia, sulla composizione materica e sullo stato di conservazione delle opere da restaurare.

In un clima di fattiva collaborazione tra la Chiesa Cattolica - la Diocesi di Locri-Gerace - e lo Stato - con la Soprintendenza competente per territorio -, enti proprietari e preposti alla tutela avranno il compito di dettare le linee guida degli interventi e predisporre i piani esecutivi, oltre che vigilare sulla loro esecuzione materiale. Il progetto prevede inoltre l’apporto di alcune prestigiose Università -il Dipartimento Patrimonio, Architettura, Urbanistica (PAU) dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria, parteciperà attivamente nella formulazione del programma di ricerca per le indagini diagnostiche, e che sarà presente con propri tutor, incaricati di seguire gli studenti nella fase operativa; le attività di rilievo geometrico e la modellazione 3D, saranno eseguite su progetto del prof. Franco Prampolini, il corso di Conservazione dell’Università di Trento e Verona, Facoltà di Lettere, Laurea Specialistica in “ Conservazione e Insegnamento restauro dei materiali” , professore Sante Guido ed al Dipartimento dei Beni Culturali, Facoltà di Storia e Beni Culturali della Pontificia Università Gregoriana, professore Ottavio Bucarelli, l’ Università di Napoli Federico II e l’ Accademia di Belle Arti dell’ Aquila, l’Accademia di Belle Arti di Napoli.

Il coordinamento degli interventi in sede di cantiere e nei laboratori appositamente allestiti in loco, sarà affidato alla ditta Giuseppe Mantella Restauro Opere d’Arte con la collaborazione di Flavia Gazineo, Ilaria Maretta, Silvia Orsi, Laura Liquori, che garantiranno una costante e diretta supervisione del progetto, in modo da organizzare quotidianamente le attività in ogni fase esecutiva e seguire da vicino l’operato dei giovani partecipanti, sotto l’alta sorveglianza della Soprintendenza per le Belle Arti e il Paesaggio della provincia di Reggio Calabria e Vibo Valentia.

Protagonisti dell’iniziativa, infatti, saranno le giovani generazioni chiamate a formare un gruppo di lavoro che sarà luogo di confronto concreto e integrazione fra competenze diverse, dove ciascuno - ingegneri, architetti, storici dell’arte, diagnosti e restauratori - potrà fornire il proprio contributo ed accrescere il proprio percorso formativo, professionale e umano. Studenti universitari provenienti da tutta Italia, tra i quali gli allievi del corso di “ Collaboratore Restauratore dei Beni Culturali” istituito dalla Ex Provincia di Reggio Calabria (oggi Città Metropolitana), e giovani professionisti della Diocesi di Locri-Gerace, primi depositari della cultura e della tradizione artistica e religiosa del territorio che si intende promuovere, saranno impegnati nelle operazioni di studio e recupero del nostro patrimonio nei mesi di luglio e agosto.

Il progetto

I laboratori verranno allestiti nei locali della cittadella vescovile di Gerace, le opere oggetto di studio e interventi conservativi sono stati individuati prendendo in considerazione il nord, il centro e il sud della Diocesi stessa, con opere segnalate durante tutto l’anno dai parroci, esemplificativi della tipologia degli interventi possibili e ideale prototipo di un futuro piano integrato di recupero e manutenzione da attuarsi sul territorio con continuità. L’intervento previsto si concentrerà su centinaia di frammenti in marmi policromi degli altari barocchi, un tempo collocati all’interno del tempio e rimossi nel corso del XIX secolo perché considerati incongrui con le forme rigorose e spoglie della struttura romanica-normanna; abbandonati nel giardino del monastero dei cappuccini di Gerace, giacciono dimenticati da ormai moltissimi anni. Si intende oggi recuperare tali manufatti, proseguendo il faticoso e scientifico lavoro già realizzato su oltre 250 frammenti nel corso della edizione Arte e Fede 2016, per collocarli nel museo in fase di progettazione presso la stessa Cattedrale, quale significativa testimonianza della storia dell’edificio e delle diverse fasi attraversate con allestimenti e ornamentazioni legate al mutare del gusto nei secoli. La prima operazione che si è già compiuta, in previsione del cantiere da realizzare tra luglio ed agosto 2017, è stata l’individuazione e la ricognizione dei pezzi erratici presenti nel giardino al fine di valutare, con la massima approssimazione, la consistenza dei materiali da recuperare. Allo studio delle vicende storiche e conservative e all’individuazione e la ricognizione dei pezzi erratici, seguirà il rilievo grafico, digitale e 3D utile per l’anastilosi virtuale e l’eventuale ricomposizione delle mense eucaristiche e del pergamo in vista di una loro collocazione futura in ambito museale. Si tratta di un intervento particolarmente delicato per la frammentazione degli elementi e la precaria condizione delle tarsie marmoree policrome delle specchiature decorative che andranno messe in sicurezza per evitarne il distacco.

Nella sede di Gerace, negli spazi del laboratorio allestito in loco, si procederà all’esecuzione dell’intervento conservativo di alcune opere provenienti da Camini, chiesa di Santa Maria Assunta in cielo due dipinti su tela del XVIII sec. raffigurante “Madonna del Rosario” e “Immacolata Concezione”; da Siderno superiore, Chiesa di san Nicola un dipinto su tela del XVII sec. raffigurante “Madonna del Lume”, una statua lignea del XVIII sec. raffigurante “Madonna della Purità”, due reliquiari del XVII sec in argento ed un frammento di ostensorio del XVII sec; da Bianco, Chiesa matrice una statua in marmo del sec XVI, raffigurante“Santa Caterina di Alessandria” ed un dipinto su tela del XVII sec, opera di Francesco Cozza “ San Michele Arcangelo”; da Stilo, Chiesa di san Francesco una statua lignea raffigurante San Francesco di Paola opera attribuita ad Arcangelo Testa XIX sec., Chiesa di San Domenico un Crocifisso ligneo , opera del XVIII sec e due turiboli in argento XVII sec. ; da Sant’Ilario, Santuario di Sant’ Ilario un dipinto su tela attribuito a Francesco Cozza , XVII sec. “ Madonna con Bambino”; da Roccella Ionica, Chiesa Matrice un reliquiario in argento XVIII sec. contenente le reliquie di San Vittore, un ostensorio in argento XVII sec. ed un pisside in argento opera del XVIII sec; da Platì, Chiesa matrice i paramenti sacri XVIII sec. da Gerace un dipinto su tela raffigurante San Martino, opera del XVIII sec.

Sarà allestito un laboratorio di indagine e restauro realizzato in modo tale da rendere visibili le attività che vi si svolgeranno: un vero e proprio “cantiere aperto” che coinvolgerà cittadini, turisti e devoti nel processo conservativo di questo prezioso patrimonio comune.

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