accedi | registrati | 22-11-2017

Appello degli artisti Nik Spatari e Hiske Maas che dal 1969 lavorano ad un macroprogetto

Musaba, la fabbrica della bellezza in Calabria, chiede aiuto

di di Hiske Maas e Nik Spatari 18/07/2017

Musaba-Fondazione Spatari/Maas è un ente indipendente no profit riconosciuto dalla Regione Calabria (Dpgr numero 1519 del XII 1986) per la creazione, tutela e valorizzazione del patrimonio artistico, architettonico, archeologico e paesaggistico del museo-parco-laboratorio di Musaba, fondato da Nik Spatari e Hiske Maas e in progress dal 1969. Il contributo di Nik Spatari all’arte contemporanea e il Musaba possono validamente rappresentare l’immagine migliore della nostra terra e divenire, data la loro valenza internazionale, simboli di riscatto e di speranza per la Calabria.
Musaba è un patrimonio artistico e culturale tra i più importanti della Calabria ma non valorizzato come dovrebbe. L’esperienza accumulata in cinquant’anni di attività definisce la fondazione “centro internazionale d’eccellenza” del settore, rivolta a giovani che abbiano un particolare interesse per l’arte, l’architettura e l’ambiente, e capace di offrire una formazione pratica con degli stage e corsi operativi.
Un progetto fortemente voluto dal tandem Spatari/Maas, che si ispira alle botteghe rinascimentali, dove il maestro cercava i suoi collaboratori affinché lo aiutassero a realizzare i lavori, e quindi gli allievi imparavano attraverso la pratica: confrontarsi, apprendere, produrre e vedere i risultati tangibili del proprio impegno formativo.
Il progetto Musaba, iniziato nel 1969 con l’idea di coniugare il passato con il presente nel contemporaneo, ha una forte carica innovativa e ricerca un’armoniosa interazione tra l’uomo e la natura. Opere d’arte e d’architettura sicuramente, ma anche d’ingegno; palcoscenico d’azione, modello d’impresa, creatività.  Nella storia del Musaba, Storia, Arte, Architettura e Paesaggio hanno un marcato carattere di unicità, grazie alle straordinarie doti d’intraprendenza e talento della coppia Spatari-Maas.
È a loro che spetta il merito di aver introdotto in Calabria la contemporaneità. Ed è con loro che prende avvio un nuovo, insperato, capitolo della storia dell’arte. 
Ma dov’è il futuro? Sembra che non se ne occupi nessuno. Forte il desiderio, la voglia, di pensare a come saremo tra qualche anno, piuttosto che continuare a rimuginare sul passato. Ma se “del domani non v’è certezza”, del futuro non v’è nemmeno contezza, perché in Calabria in pochi guardano all’Orizzonte.
Dipende da un limite dell'orizzonte cognitivo degli uomini. Quando ci imbattiamo in qualcosa di nuovo siamo indotti a riferirci al passato per aiutarci a pensare, e quindi fatichiamo a riconoscere e identificare la portata del nuovo. Spetta ora alle istituzioni smentire la sensazione di scarso interesse nei confronti di Musaba: un bene comune di straordinaria ricchezza e complessità, che deve essere completato e potenziato; spazio vitale, luogo di condivisione e non soltanto di muta ammirazione.  
Capire che la cultura non si può esaurire negli eventi spettacolari, ma ha bisogno soprattutto di strutture stabili che lavorino tutti i giorni dell’anno, come Musaba fa.  
Da anni Musaba viene portato sulle guide turistiche europee come un highlight (luogo da vedere) mentre la Calabria continua ad ignorarlo, pubblicizzando unicamente i soliti luoghi. Bisogna che Musaba rientri tra le eccellenze turistiche di questa terra. 
L'articolo 9 della Costituzione individua la tutela del paesaggio e del patrimonio storico e artistico della Nazione tra i compiti fondamentali della Repubblica Italiana. A tal fine sono affidati alla Repubblica due principali doveri: il primo è quello di assicurare la tutela e la valorizzazione del patrimonio culturale nazionale in tutte le sue componenti, materiali e immateriali; il secondo è quello di garantire la possibilità̀ di accesso ai beni culturali e paesaggistici e la loro effettiva fruizione da parte di tutti. 
Lo scorso 28 marzo il vicepresidente della giunta della Regione Calabria, Antonio Viscomi, durante la presentazione del progetto all’aula magna dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria, ha ringraziato Nik e la compagna artista Hiske Maas per la lunga attività artistica, che ha reso il Musaba un luogo unico di cui la Calabria deve andar fiera e custodire. 
Così si esprime: «Svegliati Regione Calabria. Il Musaba è una questione regionale, nazionale, internazionale... Natura e cultura sono gli elementi che hanno diviso i calabresi. E solo natura e cultura li potrà riunire. E cos'è Musaba, se non natura e cultura fondati insieme? Quindi possiamo fissare qui oggi un impegno: che il sogno di Giacobbe diventi il segno di una Calabria nuova, il sogno di Nik sia il segno di riscatto per questa regione». La svolta sembrava a un passo. Nell’affermare come Nik Spatari regalò alla Calabria un incanto, una delle più alte pagine nel campo dell’arte e architettura, Musaba dimostra la sua più concreta attualità. Tiene alta l’attenzione del turismo culturale e paesaggistico. 
Non si può che condividere il messaggio: completiamo Musaba, la fabbrica della bellezza! 
Il rischio è che il Parco Museo e il patrimonio di inestimabile valore della collezione d’arte visiva (oltre 1.000 tele di Nik Spatari che raccontano la Calabria dagli anni 40 ad oggi) prendano strade diverse. Sarebbe intollerabile immaginare l’uno separato dall’altro, fuori dal suo contesto.
Il dato evidente è che l’identità della Calabria risiede anche nella storia di Nik Spatari, il quale ha diritto alla stima, alla riconoscenza e alla giusta ricompensa, in virtù delle sue capacità, del suo impegno e per la qualità del valore aggiunto.
Poteva rimanere a Parigi, dove il suo talento e la sua competenza venivano lautamente compensati, ma è in Calabria che ha scelto di tornare ed è qui che risiede il giusto contesto alla sua Arte. 
Non c’è più tempo. 
È necessaria la solidarietà del Mibact e della Regione Calabria. Il vostro concreto impegno consentirebbe a Nik Spatari, che ha già compiuto 88 anni, di ultimare il suo progetto al quale ha dedicato la vita.

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