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“Mobilità umana e giustizia globale”, questo il tema delle giornate di studio

Studenti in sinergia con l'Università Cattolica di Milano

L’intento della scuola è quello di collocare l’analisi dei processi migratori all’interno di una riflessione più ampia

di Redazione Web 24/07/2017

“Mobilità umana e giustizia globale”. Dal 17 al 20 luglio si è svolta, tra Montepaone Lido e Squillace, la Summer school dell'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano sulla tematica delle bambine, dei bambini e degli adolescenti nei processi migratori, in collaborazione con la Fondazione “Migrantes” e gli Scalabriniani. L’intento della scuola è quello di collocare l’analisi dei processi migratori all’interno di una riflessione più ampia, consapevoli dello stretto legame che unisce il governo e la governance della mobilità umana alla questione della giustizia globale; essa propone un “riposizionamento” della prospettiva generalmente impiegata nell’analisi dei fenomeni migratori, con una enfasi sulle implicazioni etiche delle pratiche e delle politiche migratorie.

Affrancando il tema dalla sua strumentalizzazione politica, dalla sterile contrapposizione tra “pro” e “contro”, e proponendo una riflessione spesso contro-corrente, che afferma il diritto a non emigrare insieme a quello alla mobilità, i principi umanitari insieme al rispetto della legalità. Come ogni anno, la scuola ha richiamato studenti italiani e stranieri, giovani ricercatori, ma anche professionisti di varie età, provenienti da tutte le regioni d’Italia, impegnati nei vari campi (l’educazione, il lavoro sociale, il giornalismo, la tutela legale, la pastorale), nei quali si realizza non solo l’accoglienza dei migranti, ma anche la costruzione di una società multietnica. L’ottava edizione della scuola ha tratto spunto dal messaggio di Papa Francesco per la Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato 2017, focalizzando l’attenzione sui bambini e i ragazzi coinvolti nei processi migratori: gli “orfani” della migrazione, che vivono anche per molti anni separati da uno o da entrambi i genitori; quelli soli e tre volte indifesi, perché minori, stranieri e inermi; quelli vittime di violenze e sfruttamenti che segneranno per sempre la loro esistenza; quelli, infine, che nascono e crescono nei paesi d’immigrazione, spesso segnati da una condizione di svantaggio strutturale, ma al tempo stesso portatori di risorse ed energie preziose, che ne fanno gli archetipi dei futuri cittadini globali.

Tra i temi affrontati durante la Summer School, quello delle famiglie divise dalla migrazione, dei minori non accompagnati, dei bambini migranti vittime di violenze e sfruttamento, delle seconde generazioni, oggi al centro del dibattito politico in coincidenza con la discussione in parlamento del disegno di legge che li riguarda. Interessante e molto partecipata anche la tavola rotonda, svoltasi giovedì sera, nella sala conferenze della Casa della Cultura a Squillace, sul messaggio di Papa Francesco per la Giornata mondiale del migrante e del rifugiato: una sfida per le Chiese particolari e per la Chiesa universale. Moderata da Laura Zanfrini. ordinario di Sociologia delle migrazioni e della convivenza interetnica, alla Facoltà di Scienze politiche e sociali dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, la tavola rotonda è stata aperta dal sindaco di Squillace Pasquale Muccari, il quale ha fatto riferimento a Cassiodoro e alla politica di integrazione che proponeva. «Squillace – ha affermato il sindaco – matura un’esperienza di accoglienza attraverso i centri Sprar “Vivarium” e “Il Golfo”».

Padre Fabio Baggio, sottosegretario del dicastero vaticano per il Servizio dello sviluppo umano integrale, soffermandosi sul messaggio del Santo padre, ha parlato della preoccupazione di papa Bergoglio per i minori, i bambini soldato, i minori non accompagnati, su cui richiama l’attenzione, perché tre volte indifesi, in quanto minori, stranieri e inermi. «La migrazione – ha detto - è divenuto ormai un fenomeno globale e i bambini pagano il prezzo più alto ed il Papa propone come risposta tre verbi: proteggere, integrare e puntare a soluzioni durature. E sollecita anche programmi mirati tesi al ricongiungimento dei nuclei familiari dei migranti». Mons. Pino Silvestre, vicario episcopale, dopo aver portato i saluti dell’arcivescovo mons. Vincenzo Bertolone, ha illustrato l’azione della Chiesa di Catanzaro-Squillace nel settore dell’accoglienza: le iniziative di formazione e sensibilizzazione nelle scuole e nelle parrocchie, gli incontri sul tema dell’integrazione e dell’emigrazione, la formazione degli operatori, l’attività di accoglienza dei migranti, grazie alla Fondazione “Città Solidale Onlus”. Concludendo, mons. Franco Agnesi, vescovo ausiliare della diocesi di Milano e delegato per la “Migrantes” della Lombardia, ha parlato dell’accoglienza diffusa per i richiedenti asilo in atto in terra lombarda, ma anche dell’esperienza degli oratori aperti a tutti e delle parrocchie aperte alle diverse espressioni etniche.

In conclusione, è stata celebrata una messa nella basilica cattedrale di Squillace. Poi, cena comunitaria organizzata dalla Fondazione “Città Solidale Onlus”, con la partecipazione degli ospiti dei centri di accoglienza Sprar “Nostra Signora di Guadalupe” e “L’Approdo” e dei centri per minori stranieri non accompagnati “Il Golfo” e “Vivarium”.

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