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Un viaggio per rafforzare i rapporti con il patriarcato ortodosso

Il Cardinale Parolin in Russia

di Redazione Web 09/08/2017

Riportato da ACI

Stampa Un viaggio breve, di soli quattro giorni, per rafforzare i legami con il Patriarcato ortodosso di Mosca e incontrare il presidente russo Vladimir Putin: il Cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato vaticano, sarà in Russia dal 20 al 24 agosto prossimi, secondo quanto fatto sapere da lui stesso. Un viaggio che il Cardinale ha preannunciato da tempo, in più interviste, e di cui non è stata fornita una agenda ufficiale, che arriverà nei prossimi giorni probabilmente con un comunicato della Sala Stampa vaticana. Di certo, i rapporti con il patriarcato ortodosso di Mosca sono sempre più rafforzati, e lo si deve anche alla particolarissima “diplomazia delle reliquie”: per la prima volta nella storia, un pezzetto di costola sinistra di San Nicola ha lasciato Bari per farsi venerare dai pellegrini in Russia, seguendo una devozione che fa parte della Chiesa indivisa. Sarà probabilmente anche di questo che il Cardinale Parolin parlerà con il Patriarca Kirill.

I due si erano già incontrati il 12 febbraio 2016, nel corso del primo, storico incontro tra un Papa e un Patriarca di Mosca. L’incontro e la dichiarazione congiunta che ne era seguita avevano lasciato anche degli strascichi nei rapporti con la Chiesa greco-cattolica ucraina, subito riequilibrati da un viaggio del Cardinale Parolin a Kiev e dalla Colletta Straordinaria per l’Ucraina annunciata dal Papa per lo scorso 24 aprile, fino al recente viaggio del Cardinale Leonardo Sandri nel Paese, fino alle zone del conflitto. Per due volte, invece, il Cardinale Parolin ha incontrato il presidente Putin: il 25 novembre 2013 e il 10 giugno 2015, nel corso delle due visite del capo del Cremlino in Vaticano. In entrambi i casi, la situazione geopolitica fu al centro dei colloqui, con focus speciali su Medio Oriente e Ucraina. Parlando con Il Regno, il Cardinale Parolin ha ricordato i lunghi rapporti con la Russia, e la visita dello zar Nicola I a Papa Gregorio XVI nel 1845, che portò poi ad un Accomodamento con Papa Pio IX. Interessante notare l’incontro arriverà alla vigilia dell’ottavo anniversario dello stabilimento dei pieni rapporti diplomatici tra la Santa Sede e la Russia, che furono annunciati dopo l’incontro tra l’allora presidente Dimitri Medvedev e Benedetto XVI il 3 dicembre 2009.

La storia delle relazioni diplomatiche tra Santa Sede e Russia è comunque di più lunga data. Il punto di svolta è stato l’incontro tra l’allora presidente sovietico Mikhail Gorbaciov e Papa Giovanni Paolo II il 1 dicembre 1989, tre settimane dopo la caduta del Muro di Berlino, che portò all’accordo per un primo stabilimento di relazioni diplomatiche tra Santa Sede e Unione Sovietica. Ma era dal XIV secolo che la Russia moscovita e la Santa Sede avevano stabilito relazioni. Nel 1472, Papa Paolo II benedisse il matrimonio tra il gran principe di Mosca Ivan III e la principessa bizantina Sofia, e gli ambasciatori dei Papi Pio V e Gregorio XIII visitarono regolarmente Roma, mentre la Santa Sede fu anche mediatrice nella guerra di Livonia del 1558-1583, che coinvolse Russia, Polonia e Svezia: fu grazie al gesuita Anotnio Possevino che si poté raggiungere la pace. Da lì, una relazione diplomatica forte e altalenante, fino alla prima instaurazione di relazioni diplomatiche piene tra Russia e Santa Sede nel 1816, sebbene le rappresentanze russe in Vaticano non ebbero una controparte vaticana a San Pietroburgo. Gli inviati dei Papi presero comunque sempre parte alle incoronazioni degli imperatori di Russia. Dopo la visita dello zar Nicola I, le conseguenze della Rivoluzione Polacca portarono ad una rescissione del concordato nel 1866, e le relazioni diplomatiche furono riaperte solo nel 1894. La rivoluzione sovietica del 1917 cambiò ogni cosa, e le relazioni diplomatiche furono di fatto interrotte, sostituite da contatti non ufficiali. Solo dalla metà degli Anni Sessanta, ripresero regolari contatti tra l’Unione Sovietica e la Santa Sede, e nel 1967 si decise di portare i contatti a “un livello di lavoro stabile”, tanto che il ministro degli esteri sovietico Andrej Gromykosi incontrò più volte con Paolo VI e Giovanni Paolo II. Nel febbraio 1971, per l'ingresso formale del Vaticano nell'Accordo di non propagazione delle armi nucleari, giunse a Mosca l'arcivescovo Agostino Casaroli, segretario del Consiglio per gli Affari Pubblici della Chiesa, l'architetto della Ostpolitik, la politica diplomatica della Santa Sede con i Paesi oltre la Cortina di Ferro. Si arriva così agli Anni Ottanta, al periodo della Perestrojka, con la visita di Gorbaciov in Vaticano e con la decisione di stabilire rappresentanze ufficiali nel 1990. Il primo rappresentante ufficiale della Santa Sede in Urss, e poi nella Federazione russa, fu l'arcivescovo Francesco Colasuonno (1990-1994). Dopo Gorbaciov, anche il presidente Boris Eltsin incontrò Giovanni Paolo II in Vaticano, nel 1991 e nel 1997, mentre il presidente Putin visita il Vaticano la prima volta il 5 giugno del 2000, e poi il 5 novembre del 2003.

In tutti questi anni, le relazioni sono altalenanti, per via delle discussioni delle leggi sulla libertà religiosa, ma anche per via dei rapporti con il Patriarcato di Mosca. Putin torna in vaticano il 13 marzo 2007, per incontrare Benedetto XVI. Il comunicato della Sala Stampa vaticana sottolinea che sia Federazione Russa che Santa Sede vogliono sviluppare ulteriormente le relazioni bilaterali. Nel 2009, le relazioni bilaterali vengono quindi ulteriormente elevate. Oggi che il dialogo con la Chiesa ortodossa russa è arrivato ai massimi storici, il viaggio del Cardinale Parolin a Mosca rappresenta un ulteriore passo nella via del dialogo. Al di là degli interessi nei rapporti geopolitici – ed è da notare che il rappresentante della Santa Sede a Mosca dal 2002 al 2009, l’arcivescovo Antonio Mennini, è da poco tornato in Segreteria di Stato vaticana – c’è anche da sviluppare ulteriormente il dialogo con il Patriarcato di Mosca. «Il mio incontro con Papa Francesco non è stato un caso isolato», ha detto il Patriarca Kirill salutando le reliquie di San Nicola. E chissà che non si pongano le basi per un eventuale viaggio del Papa a Mosca, anche se questo tema non sarebbe ufficialmente in agenda.

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