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Francesca, pedagogista clinico: «Loro hanno il rispetto delle regole e vivono responsabilmente»

“Agiduemila”, l’avventura con i disabili tra mare e monti

di Gaetana Covelli 11/08/2017

Entrare nel mondo della disabilità è come intraprendere un viaggio all’insegna dell’avventura: si aprono scenari inconsueti e straordinari. I disabili, spesso, mostrano che nella debolezza si può vivere una grande forza, la forza dell’amore gratuito e libero. Grazie alla spontaneità dei disabili adulti, l’inibizione emotiva dei cosiddetti “normali” viene scossa e riportata alla bellezza originaria della vita. La voglia di fare festa, di vivere insieme momenti belli e gioiosi contagia chiunque decida di accostarsi al mondo dei “diversamente abili”. È quello che avviene con l’esperienza che l’associazione di volontariato “Agiduemila” - attiva sul territorio reggino dal 1991 - offre a persone con disabilità fisica e/o mentale. A

lla base dell’iniziativa ci sono l’amicizia e la fraternità scout. Negli anni ’90, infatti, un gruppo di donne scout, guardandosi attorno, ha pensato di rendersi utile dove era necessario e cioè nel mondo della disabilità. Le difficoltà, che accompagnano l’associazione, non sono poche. Se si pensa che nel Centro Diurno, sito in via Trabocchetto, vengono accolte 17 persone con disabilità psichiche o handicap motori e che le risorse economiche sono esigue, non è, certo, facile immaginare come educatori e responsabili possano ogni giorno sperare che la Provvidenza non lasci incompiuta un’opera finalizzata al bene dei meno fortunati. «Dal servizio trasporto al servizio mensa, dai laboratori formativi alla danza, dalla terapia di gruppo al sostegno dei singoli - dice Francesca Cartellà, pedagogista clinico del Centro - tutto è sostenuto dalla passione di chi accompagna con fedeltà e s’impegna ad organizzare, di tanto in tanto, eventi e spettacoli per recuperare fondi».

«Dopo aver lavorato con l’Unione ciechi – continua Francesca – l’arrivo ad “Agiduemila”, 9 anni fa, ha cambiato la mia vita. Promuovere il benessere delle persone che incontro quotidianamente, è un modo di abbattere le distanze tra ciò che appare diverso e ciò che appartiene al mondo reale. Ai nostri amici disabili è vero che noi “diamo”, ma non si può dimenticare che siamo soprattutto noi a “ricevere” dai loro volti, dalle loro storie, dalla loro forza di vivere». L’estate pone, in parte, una pausa alle attività del Centro “Agiduemila”, non senza prima aver vissuto le esperienze ludico-formative al mare e in montagna. «A fine giugno – racconta Francesca – siamo stati 4 giorni a Gambarie, in Aspromonte. Gli ospiti del Centro finalmente si sentono “speciali”: pernottano in albergo, pranzano e cenano al ristorante, fanno lunghe passeggiate, condividono giochi in piazza e spazi di riposo. Un tempo, insomma, in cui noi educatori dormiamo molto poco per “sorvegliare” e tenere a freno l’entusiasmo di chi vorrebbe che la vacanza non finisse mai».

Luglio, invece, ha aperto le porte del Lido Comunale di Reggio agli amici che riescono a trasformare le “rigidità” - di uomini e donne alla ricerca di senso - in “fluidità” affettiva. In certo qual modo è come voler dire che con i disabili s’impara a guardare la vita da un’altra prospettiva, perché “loro” non hanno inibizioni e sono trasparenti. «Mi disarma sempre più – dice Francesca – il rispetto delle regole che loro hanno. S’impegnano nel voler essere persone migliori e lo fanno con una leggerezza e insieme un senso di responsabilità fuori dal comune. Al mare gli spazi in libertà hanno segnato un’esperienza di fraternità, che va oltre ogni disabilità».

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