accedi | registrati | 20-11-2017

Il Museo di Oppido inaugurato nel 2003

MuDop, «trincea» di bellezza

di Paolo Martino 12/08/2017

Un museo diocesano è una trincea di bellezza al servizio della Chiesa e del territorio, luogo capace di trasmettere le tensioni emotive, rendendo fresca e attuale l’arte cristiana. In questo ricco contesto, il Museo diocesano di Oppido–Palmi è una realtà viva, dinamica, giovane, in continuo dialogo con il mondo. Inaugurato da monsignor Bux l’11 maggio 2003, il MuDOP è stato concepito seguendo criteri di museologia moderna per rendere agevole la visita, semplificare la lettura delle opere esposte e favorire il più possibile la godibilità della loro bellezza.

L’attenta esposizione è accompagnata, infatti, da una dettagliata azione informativa, con didascalie facilmente comprensibili, audio guide in italiano e inglese, un Catalogo Illustrato e visite guidate. Munito anche di aula didattica, il Museo è riuscito ad inserirsi nei vari circuiti culturali e a raggiungere i pubblici più vari. In dialogo continuo anche con l’arte contemporanea, esso ha già al suo attivo tre laboratori biennali sull’arte sacra, sviluppati con l’Accademia delle belle arti di Reggio Calabria, ai quali hanno partecipato sessanta giovani artisti provenienti da tutta Italia. Particolarmente attenta è stata l’azione di inclusione, con la creazione di un percorso per i non vedenti, un catalogo in Braille e annuali laboratori con i ragazzi diversamente abili.

Il MuDOP possiede un notevole patrimonio di opere d’arte, che solo in parte può esser esposto in maniera permanente. Le opere, provenienti da quasi tutto il territorio diocesano, sono testimonianze di secoli di storia e annoverano eccellenze di straordinaria bellezza, come la statua marmorea di San Sebastiano, una drammatica ed efficace rappresentazione del martirio eseguita dallo scultore toscano Benedetto da Maiano nella seconda metà del Quattrocento, che con questa scultura ha introdotto il Rinascimento in Calabria. Il MuDOP è una delle realtà diocesane più curate da monsignor Francesco Milito, che ha voluto arricchirlo di due nuove sale espositive: la sala del San Filippo e la sala pinacoteca dedicata a Diego Grillo.

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