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Migranti, Galantino: «Maria ci insegna ad accogliere»

«Come possiamo immaginare di festeggiare l'Assunta se rinunciamo a stringere le mani che affiorano dal mare?»

di Redazione Web 15/08/2017

Monsignor Nunzio Galantino "Maria - che oggi celebriamo tra la terra e il Cielo - non ci riconsegna forse la missione di farci costruttori di ponti tra Oriente e Occidente, tra vicini e lontani, tra uomini e donne, nella consapevolezza che la reciprocità è la prima condizione per camminare insieme?". E’ quanto scrive oggi il segretario generale della Cei, mons. Nunzio Galantino, in un editoriale su Avvenire, sottolineando che il mare che circonda l’Italia "per secoli è stato un catino le cui acque non sono state solcate soltanto da guerrieri e mercanti, ma da dialetti e culture che hanno arricchito e avvicinato i popoli del Mediterraneo. Un mare divenuto strada per l’incontro, invece di muro e confine".
"Del resto - aggiunge -, come possiamo immaginare di festeggiare l’Assunta, in cui la nostra umanità raggiunge la meta, se rinunciamo a stringere le mani che da questo stesso mare affiorano?". Secondo mons. Galantino, "chi tocca un povero, dice papa Francesco, tocca la carne di Cristo: passaggio non indolore, ma decisivo, nell’indicarci che ciò che dà  valore a quello che siamo e che diventa via al Cielo è ancora una volta la disponibilità a prenderci cura dei fratelli, a riconoscerli tali, a far loro posto nel nostro cuore prima ancora che alla nostra stessa mensa".

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