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Minniti fa il punto sul 2017. Sbarchi, «luce in fondo al tunnel»

Consueta conferenza stampa di Ferragosto al Viminale. Diminuisce la criminalità: arrestati 1.133 mafiosi e 30 latitanti

di Redazione Web 15/08/2017

Il ministro Minniti Consueta conferenza stampa di Ferragosto al Viminale, occasione per un bilancio dei primi sette mesi dell’anno, il ministro dell’Interno Marco Minniti è tornato a parlare di migranti. Ribadendo una volta di piu’ che quello con il quale siamo chiamati a fare i conti e’ "un fenomeno epocale", e che dunque "non va affrontato in un’ottica d’emergenza".
"Non so se sono troppo ottimista", ha premesso Minniti, "l’auspicio e’ che si possa continuare con l’impegno e la passione civile di un grande Paese che ha affrontato sfide difficilissime in questi anni". I dati, per quanto provvisori, sembrano indicare una contrazione degli sbarchi: poco piu’ del 4% in meno su base annua, addirittura il 51,3% in meno a luglio. "L’obiettivo che ci siamo dati - ha ricordato il ministro - e’ quello di governare i flussi", perche’ "flussi non governati minacciano la tenuta sociale e democratica".
Non e’ un tema di destra o di sinistra, "non c’entra l’appartenenza politica" ma "la sicurezza dei cittadini: i dritti di chi accoglie e di chi e’ accolto hanno lo stesso peso, una democrazia in cui questi diritti entrano in conflitto rischia di perdersi. Il mio approccio da ministro è ascoltare chi ha paura per aiutarlo a liberarsene mentre c’e’ chi vorrebbe che ne restasse prigioniero".
E poi: anche "in Libia comincia a muoversi qualcosa. Ed era fondamentale che accadesse. Nel controllo delle sue acque territoriali, e nel controllo del suo confine meridionale, quello che io considero il confine sud d’Europa, dal quale oggi passano i migranti ma domani potrebbero passare i foreign fighters di ritorno". La polemica con le Ong? "Cinque su 8 hanno firmato il Codice di condotta, una non puo' operare al momento perche’ la sua nave e’ sotto sequestro, due hanno scelto di non sottoscrivere il documento ed io rispetto questa scelta restando aperto al dialogo. Ma resti chiaro - ha detto Minniti - che l’Italia non si ritira dal salvataggio in mare, e che i diritti umani di chi viene riportato in Libia sono un mio assillo personale".
Quanto al terrorismo, "il quadro della minaccia rimane alto, ma non c’e’ una minaccia imminente". L’attività di prevenzione funziona, grazie anche a quello "preziosissimo strumento" che si è rivelata essere l’espulsione per motivi di sicurezza nazionale: i soggetti effettivamente rimpatriati nei loro Paesi d’origine da gennaio a oggi sono 67, gli estremisti arrestati 29, i foreign fighters ’italiani’ monitorati 125.
Saldi positivi anche per altre voci del bilancio 2017: i delitti sono calati del 12%, gli omicidi del 15%, le rapine dell’11,3% e i furti del 10,3%. In calo - del 23,4% - anche gli omicidi volontari in ambito familiare e affettivo (il 70,8% donne): "E’ un dato incoraggiante - ha osservato il ministro - di cui pero’ non sono soddisfatto perche’ non esiste nulla di piu’ terribile e di piu’ inaccettabile della violenza di genere".
La lotta alla criminalita’ organizzata segna l’arresto di 1.133 mafiosi, la cattura di 30 latitanti e sequestri e confische di beni per oltre 1.500 milioni di euro: 18 i Comuni commissariati per infiltrazioni mafiose, 15 quelli sciolti e tre quelli prorogati.
Continua a preoccupare, invece, l’emergenza incendi: i roghi nel 2017 sono cresciuti del 70%, con una media giornaliera di piu’ di 1.000 interventi: "Gran parte sono di carattere doloso, altri dipendono dall’imperizia di chi appicca il fuoco e non riesce a tenerlo sotto controllo. Ma in molti casi - ha concluso il ministro dell’Interno - c’e’ un disegno criminale".

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