accedi | registrati | 19-11-2017

Il vescovo della Diocesi di Mileto-Nicotera scrive ai fedeli sulla revoca alla Fondazione

La lettera aperta di monsignor Renzo ai Cenacoli di Preghiera

di Luigi Renzo 18/08/2017

Nel rivolgere il mio saluto a tutti Voi, membri dei Cenacoli di Preghiera, voglio esprimere la mia profonda amarezza ed il rincrescimento per aver dovuto revocare nei giorni scorsi il Decreto di approvazione dello Statuto della Fondazione dopo 2 anni di pazienti trattative e di tira e molla nella speranza di arrivare ad una determinazione condivisa. Siamo tutti in sofferenza. Chiarisco, comunque, che nel provvedimento non ricadono assolutamente i Cenacoli di Preghiera, il cui Statuto resta quello approvato nel 1999 dal mio predecessore Mons. Cortese. Pur legati alla Fondazione, i Cenacoli, hanno avuto e mantengono autonomamente il riconoscimento della Chiesa diocesana. Voi, quindi, continuerete a svolgere regolarmente i vostri incontri, per il momento con la mediazione della Parrocchia di Paravati, nel rispetto della volontà di Natuzza. Questo senso ecclesiale è chiaramente esplicitato nella "Premessa" agli articoli dello stesso Statuto, che riporto in qualche passaggio:

1. "In questi anni ho appreso (sono riportate le parole di Natuzza, ndr) che le cose più importanti e gradite al Signore sono l'umiltà e la carità, l'amore per gli altri e la loro accoglienza, la pazienza, l'accettazione e l'offerta gioiosa al Signore di quello che quotidianamente ci chiede per amore suo e delle anime, l'ubbidienza alla Chiesa";

2. "E' necessario .... pregare la Madonna con il Santo Rosario, ubbidire alla Chiesa, edificarci a vicenda con la carità, l'umiltà e il buon esempio"; Conclusione: "I Cenacoli vogliono vivere e operare all'interno della Chiesa, come lievito, luce e sale, con lo spirito della prima comunità cristiana, che si trovava unita intorno all'insegnamento degli Apostoli...". Non può essere diversamente e non ci possono essere spaccature tra i Cenacoli e la Chiesa locale.

Come Vescovo, alla Fondazione non sto chiedendo altro che di fare il Vescovo a servizio di questa Chiesa locale, all'interno della quale si giustificano e sono vitali i Cenacoli, come le altre aggregazioni laicali riconosciute. E' mio desiderio, d'altronde, rilanciare in maniera anche più organica ed ordinata la vostra presenza nelle diocesi italiane dove operate; ed è mia intenzione, con la collaborazione vostra, di prendere contatto con i Vescovi d'Italia dove operate per segnalarvi ed eventualmente rendervi più visibili e soprattutto canonicamente riconosciuti. Non basta il solo riconoscimento di questa diocesi, anche se necessario. Tanti Cenacoli potrebbero risultare attivi senza che il proprio Vescovo locale sappia nulla e questo non è ecclesiale, nè secondo norma. I Cenacoli siete parte viva della Chiesa e dovete essere riconosciuti ed inseriti a pieno titolo nella pastorale diocesana.

Nessun motivo di preoccupazione, allora, per quello che sta succedendo con la Fondazione, che son convinto si chiarirà e si definirà presto con l'aiuto del Signore e di Mamma Natuzza. Abbiamo già programmato nei prossimi giorni un incontro con il suo CdA al fine di trovare un accordo rispettoso delle parti. Partire bene adesso, aiuta a crescere senza equivoci domani. Intanto le vostre celebrazioni assembleari alla Villa della Gioia continueranno ad esserci, possibilmente anche con la mia partecipazione.

Voglio inoltre tranquillizzarvi perchè quello che sto tentando di fare non è per far fuori la Fondazione, o per appropriarmi del suo patrimonio, come qualcuno indebitamente e falsamente ha messo in giro, ma esclusivamente per rilanciare a dimensione di Chiesa la figura e la spiritualità di Natuzza e della sua opera, che appartengono a tutti. Se così non fosse non sarebbe possibile nemmeno avviare la sua causa di beatificazione, come stiamo cercando di fare. E' necessario, pertanto, che i rapporti di intesa e di collaborazione tra Diocesi e Fondazione siano chiari e definiti senza rischi per il futuro. Le cose scritte restano a perpetua memoria. Quello che sto facendo quindi non è a titolo personale, ma col conforto del Consiglio Presbiterale diocesano e soprattutto con la consulenza dell'Ufficio giuridico della Conferenza Episcopale Italiana, della Nunziatura Apostolica in Italia, della Segnatura Apostolica (Tribunale supremo della Chiesa universale, non una semplice Commissione come qualcuno ha detto), della Segreteria di Stato Vaticano.

Voglio tranquillizzarvi, infine, a riguardo della consacrazione della chiesa, costruita con le vostre offerte ed i vostri sacrifici, di cui la Chiesa non può che esservi grata. Allo stato attuale, però, essendo di proprietà privata, il Codice di Diritto Canonico mi vieta di consacrarla. Sono pronto a farlo anche il giorno dopo che la chiesa (e non il resto), in applicazione dell'art. 3 a) da approvare, per la cura pastorale e per il culto verrà affidata alla Diocesi, come è naturale che sia, stabilendo le competenze di ciascuno con un "Disciplinare" redatto davanti al Notaio.

Nel concludere voglio anche informarvi che la causa di beatificazione di Natuzza è, purtroppo, momentaneamente sospesa, ma che con la segreteria del Prefetto della Congregazione della Fede stiamo studiando il modo di superare gli attuali ostacoli, che purtroppo si sono frapposti. Io ho piena fiducia e vorrei che anche voi ne aveste. Dobbiamo pregare e soprattutto sforzarci tutti di seguire fino in fondo gli insegnamenti di Natuzza, senza diffidare gli uni degli altri.

Grazie per quello che avete fatto e fate per il Signore, per il Cuore Immacolato di Maria e per Natuzza, ricordando proprio quello che lei stessa raccomandava: "Non cercare me. Alzate lo sguardo verso Gesù e la Madonna. Io sono con voi e prego". Il Signore e la Madonna vi ricompenseranno di tutto. Con questo, fratelli carissimi, nel darvi appuntamento a Paravati per la celebrazione del 23 agosto prossimo, Vi benedico di cuore, chiedendovi di intensificare la preghiera perchè il Signore ed il Cuore Immacolato di Maria ci guidino lungo la strada da loro voluta.

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