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Nata dal protocollo sottoscritto tra prefettura e società civile, ospiterà 550 lavoratori

Addio alla baraccopoli: oggi apre tendopoli gestita

di Toni Mira 18/08/2017

I volontari della Protezione civile regionali stanno pulendo l’ingresso e i vialetti tra le grandi tende blu. Sono gli ultimi ritocchi, ma tutto è ormai pronto. Oggi i lavoratori migranti di Rosarno e degli altri paesi della Piana di Gioia Tauro, cominceranno a occupare la nuova tendopoli di San Ferdinando, struttura attrezzata e adeguata per l’accoglienza. E potranno così abbandonare la vecchia tendopoli ormai diventata una vera baraccopoli, come 'Avvenire' denuncia da anni. Finalmente a più di sette anni dalla rivolta dei migranti del 7 gennaio 2010 contro sfruttamento e violenze, si chiude un vergognoso capitolo di abbandono e degrado. Ma non è stato facile né rapido. La nuova tendopoli è stata realizzata in base al Protocollo operativo sottoscritto il 19 febbraio 2016 tra Prefettura di Reggio Calabria, Regione, Provincia, Croce rossa, Comuni di San Ferdinando e Rosarno, Caritas diocesana di Oppido-Palmi, Emergency e Medu. Purtroppo tra ritardi e scelte non chiare (sono in corso due inchieste della magistratura) i tempi si sono allungati dal luglio 2016 quando c’è stata la prima delimitazione dell’area. La nuova struttura ospiterà in 44 tende 550 lavoratori migranti ed è dotata 6 container, ciascuno con 6 bagni e 6 docce, oltre a un sesto con 12 docce. Realizzate tutte le opere di urbanizzazione primaria (reti idriche e fognarie, impianti di illuminazione) e servizi in condizioni igieniche e di sicurezza (vigilanza, cucina, pulizia, lavanderia, raccolta differenziata). Ci sono anche l’infermeria, chiesa e moschea.

La nuova tendopoli, come spiega la Prefettura, è stata delimitata e munita di impianti di videosorveglianza e di rilevazione di presenza. In questa prima fase sarà gestita dalle associazioni del volontariato di Protezione civile, ma poi sarà fatto un bando per individuare il gestore. Parallelamente all’apertura della nuova struttura sarà smantellata la vecchia «al fine di evitare – precisano dalla Prefettura – che la stessa possa costituire improprio ricovero per quegli immigrati che durante l’inverno scendono nel territorio della Piana di Gioia Tauro per la campagna agrumicola». La tendopoli realizzata nel 2010 per 400 persone è arrivata ad ospitarne fino a 2mila. «I trasferimenti – precisa la Prefettura di Reggio Calabria in una nota – avverranno sulla base di specifiche iniziative di coordinamento». In altre parole nessuna prova di forza, assicura il prefetto Michele di Bari, e proprio per questo nei giorni scorsi si sono svolti incontri coi sindacati di categoria Cgil, Cisl, Uil e Usb per attuare un’azione di corretta informazione in favore dei lavoratori migranti e sono stati distribuiti volantini in 3 lingue per spiegare le modalità di accoglienza. Anche perché sono già arrivate critiche e oggi è annunciata la presenza di gruppi che contestano la scelta della tendopoli, la sorveglianza, l’obbligo di identificazione e la mensa comune. Sicuramente la struttura non basterà, così, si stanno coinvolgendo i Comuni della Piana per individuare altre soluzioni di accoglienza diffusa.

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