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Esposto alla Procura della Repubblica di Reggio di

«Come si può aggiudicare un bando di otto anni fa?»

Serie perplessità sulla legittimità dello scorrimento della graduatoria

di Redazione Web 17/08/2016

Nei giorni scorsi, Stefano Morabito in rappresentanza dell’Associazione “La Cosa Pubblica” e Ivan Tripodi, segretario cittadino del Pci, hanno depositato alla Procura della Repubblica di Reggio un esposto sulla vicenda dell’assegnazione degli impianti sportivi di viale Messina. “Ciò si è reso necessario – si legge nella nota di Tripodi e Morabito – a seguito delle dichiarazioni stampa dell’assessore comunale all’ambiente e allo sport Zimbalatti e ad un analogho comunicato ufficiale di Palazzo San Giorgio che annunciavano per il 4 Agosto la firma della convenzione con la Asd Valanidi per la gestione della struttura”. Alla base dell’esposto scrivono “è il metodo seguito dall’Amministrazione comunale per pervenire a questo risultato. A quanto è dato sapere, l’Assessore Zimbalatti ha selezionato la società arrivata seconda nella graduatoria derivante da un bando espletato ben otto ani fa! Una graduatoria che evidentemente aveva esaurito la sua funzione nel momento in cui, ai tempi, era stato individuato il vincitore che poi ha gestito gli impianti fino allo scorso anno. Per quale ragione si è deciso di non emanare un nuovo bando? Perchè, poi, come annuncia sorprendentemente Zimbalatti, che sottolinea, per di più, la volontà tenace “dimostrata dal Sindaco e dall’intera struttura comunale” in tale senso, oltre ad evitare una nuova procedura pubblica si affidano alla società allora perdente nuove attività non previste dal bando originario?”. Tripodi e Morabito sottolineano come “tali circostanze ci preoccupano fortemente perchè non appaiono più un caso isolato, ma un ulteriore frammento di un quadro che vede questa amministrazione comunale privilegiare la discrezionalità (al limite dell’arbitrio) sulla trasparenza e l’imparzialità delle procedure. Lo abbiamo visto per la vergognosa vicenda della vendita di una porzione di Parco Caserta e per il caso del Miramare, così come abbiamo denunciato più volte all’opinione pubblica la mancata trasparenza in diversi procedimenti spesso associati al ricorso all’affidamento diretto, senza ottenere dagli amministratori altra risposta che non fosse un ostinato mutismo che ci rifiutiamo di derubricare sotto la categoria dell’omertà”. Proprio nelle settimane scorse l’Associazione “La Cosa Pubblica” aveva chiesto chiarimenti a Zimbalatti per i mancati controlli del Comune sulle attività di Avr ed era tornata sulla vicenda del servizio di sorveglianza delle scuole che pare destinato a sfociare nell’ennesima procedura d’urgenza. “Esattamente il tipo di procedura il cui presunto abuso – aggiungono – ha fatto parlare di un ‘metodo Cammera‘ che cominciamo a sospettare sia invece un metodo gradito all’Amministrazione comunale. Analogamente, il Pci si è visto costretto a depositare pochi giorni fa un secondo esposto-denuncia sulla vicenda mai chiarita di Parco Caserta”. “Anche nel caso degli impianti sportivi di viale Messina – sostengono – ci domandiamo se è vero che il Dirigente dell’Ufficio Sport, Marcello Cammera, già da molti mesi cullava l’idea dello scorrimento della graduatoria e voleva realizzare l’affidamento al secondo classificatosi. Si realizza così il progetto del Dirigente Cammera o questi, invece, si era limitato a trovare quell’escamotage per soddisfare le richieste che gli rivolgeva l’Amministrazione Comunale?”. Infine Tripodi e Morabito si domandano: “Perché per un intero anno il complesso degli impianti sportivi è rimasto incustodito, consentendo così furti e atti vandalici distruttivi? Tutti interrogativi che rivolgiamo alla Procura della Repubblica nell’esposto presentato, che va nel senso di difendere quella legalità e quella trasparenza ogni giorno enfaticamente evocati da Falcomatà e dalla sua giunta che tuttavia, a quanto è dato osservare, stentano in maniera vistosa a passare dagli enunciati alla pratica amministrativa. Una pratica amministrativa che, invece, contraddice e stride con quelle enunciazioni che noi condividiamo”.

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