accedi | registrati | 25-9-2017

L'iniziativa è prevista per il 24 agosto, alle 21, presso il chiostro di San Giorgio al Corso

Domani l'omaggio dell'Anassilaos allo scrittore Pietro Di Donato

di Redazione Web 23/08/2017

Promosso dall’Associazione Culturale Anassilaos si terrà giovedì 24 agosto alle ore 21,00 presso il Chiostro di San Giorgio al Corso l’omaggio allo scrittore Pietro di Donato (West Hoboken, 3 aprile 1911-New York 19 gennaio 1992) nel 25° anniversario della morte. Introdurrà il dott. Pietro Rossetti, responsabile associazione anassilaos. Relazionerà il dott. Carmelo Luca Pizzimenti. Al centro dell’intervento del giovane studioso reggino l’analisi del romanzo "Christ in Concrete” (Cristo tra i Muratori nella traduzione italiana) che è il primo libro di Pietro Di Donato, un muratore abruzzese che perse il padre, muratore anche lui, in un terrificante incidente sul lavoro. Come molte "tragedie" sul lavoro anche questa era evitabile se il costruttore (mai indagato) non avesse risparmiato sulla messa in sicurezza del cantiere, e quindi sulla pelle dei muratori stessi, morti seppelliti dal palazzo che stavano costruendo. In conseguenza di ciò, Pietro dovette iniziare a lavorare alla tenera età di dodici anni per mantenere la "famiglia di suo padre". Poté però studiare, e, avvicinandosi al partito comunista, ricevere anche un'educazione "politica" su quanto successo e su quali diritti potesse e dovesse rivendicare per la sua etnia e la sua classe. Circa quindici anni dopo tutta questa esperienza viene travasata nel romanzo, che narra la morte del padre (la prima di molte) e l'apprendistato del figlio all'"arte" del muratore, visto però dal punto di vista dello scrittore, cosciente (anzi, autocosciente) del suo posto nel mondo come italiano, proletario e costruttore di mondi possibili. Il romanzo è considerato il "romanzo italiano americano proto-tipale", e apre una finestra straordinaria sull’esperienza dei primi immigrati italiani in America, non solo nei momenti tragici della morte e degli incidenti, ma anche in quelli più quotidiani (come nascite, feste, matrimoni). Testimonia un'esperienza, quella "migrante", per certi versi "rimossa" dalla storiografia e critica letteraria italiana (e anche dalla coscienza critica nazionale), e solo da poco fortunatamente riscoperta. L'Università della Calabria è la prima ad offrire un corso d'esame in Cultura e Letteratura Italoamericana, ed è in prima fila nel campo pionieristico della riscoperta culturale di ciò che è definibile come la "Diaspora" italiana. Ma il libro è anche di più, trascende la sua sostanza etnica e proletaria, per arrivare a toccare universali antropologici come il rapporto col Lavoro, con il proprio gruppo sociale, con la memoria degli estinti e l'esempio, dato in vita, dei genitori. La prospettiva adottata nella scrittura della tesi è, appunto, quella antropologica. Attraverso uno studio delle simbologie del testo si è arrivati a far riaffiorare alcune delle molte dinamiche antropologiche vissute dall'Autore nella sua vita, e non solo espresse, ma specialmente "risolte" nella scrittura del libro, che è visto come risposta geniale ed autorale a traumi storici e comunitari. 

 

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