accedi | registrati | 21-11-2017

I due volti della Calabria

Le contraddizioni di una regione

di Davide Imeneo 04/09/2017

C’è qualcosa che stride nella nostra regione. Differenze abbissali, a volte vuoti incolmabili, vette d’eccellenza e gole profonde di criminalità, risacche di ricchezza e paludi di povertà. Come si passa velocemente dalle macchie verdi del Tirreno agli aridi deserti dello Jonio, altrettanto rapidamente si assiste alla successione di fatti di natura opposta, che a volte premiano e lasciano sperare, altre volte amareggiano e aprono le porte allo scoraggiamento.

Durante questa settimana è stata pubblicata un’indagine di Confesercenti che misura la capacità di spesa media delle famiglie italiane. Nella graduatoria delle regioni italiane, la Lombardia figura al primo posto, con una spesa media annua di 36.372 euro per famiglia, mentre la Calabria occupa l’ultima casella, con la cifra di 20.748 euro per nucleo familiare, quasi la metà rispetto alla grande regione del Nord. Una differenza netta, giustificata da quale ragione? Forse, in Calabria, mancano le risorse per assicurare livelli ragionevoli di occupazione? Mancano gli attrattori per catalizzare il turismo? Mancano poli industriali capaci di produrre manufatti d’eccellenza? Assolutamente no...basta pensare ai prodotti dello stabilimento Hitachi: le ultime carrozze dei treni Vivalto prodotte in riva allo Stretto e consegnate nel luglio scorso, e i mezzi della metropolitana di Taipei, adesso in fase di produzione nella fabbrica di Torrelupo.

Anche la Sanità calabrese sta iniziando a sperimentare casi di eccellenza: è di pochi giorni fa la notizia di un intervento “prodigioso” eseguito nel nuovo reparto di Cardiochiurugia degli Ospedali Riuniti. Ma nel frattempo Villa Aurora, una clinica riabilitativa di primaria importanza nel comprensorio reggino, viene sempre più abbandonata al triste destino del fallimento.

Qual è la vera Calabria? Quella rappresentata dalla soddisfazione del personale di Cardiochirurgia o dalle lacrime dei dipendenti di Villa Aurora? È la patria dei treni di ultima generazione che viaggiano sulle rotaie di tutto il mondo – anche senza conducente – o la terra servita, ancora in buona parte, da una linea ferroviaria monobinario e non elettrificata?

Questa regione ancora non decolla. Nelle classifiche che contano, spesso, figura all’ultimo posto. Attanagliati dalla paura del domani, molti giovani decidono di emigrare, sperando in un futuro migliore. Una prospettiva disumanizzante, che logora il tessuto sociale di una comunità civile. I legami spezzati non aiutano la società e neanche l’economia.

Chi dovrebbe agire sceglie di non vedere. La politica calabrese indugia nell’indifferenza, non tutela i giovani...semmai li aiuta a emigrare. Forse dovremmo sperare in una nuova classe dirigente per superare il problematico dramma di avere due volti.

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