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Bagnasco: “La Famiglia è un fatto antropologico, non ideologico”

di 29/01/2016

I bambini hanno “diritto di crescere con un papà e una mamma” perché “la famiglia è un fatto antropologico, non ideologico”. Il card. Angelo Bagnasco apre i lavori del Consiglio Permanente della CEI con una prolusione di cinque pagine nella quale parla dei problemi della famiglia “tesoro inesauribile e patrimonio universale” da tutelare e promuovere e che va sostenuta “da politiche veramente incisive e consistenti”. E parlando della società “avara di generazione, che non ama circondarsi di figli”, spesso considerati “un peso, una preoccupazione, un rischio”, usando le parole di papa Francesco, ha detto che “il vero bene dei figli deve prevalere su ogni altro”, poiché loro “sono i più deboli ed esposti: non sono mai un diritto, poiché non sono cose da produrre”, hanno invece “diritto ad ogni precedenza e rispetto, sicurezza e stabilità”.
I bambini, ha ricordato il porporato citando le parole del pontefice, hanno “diritto di crescere con un papà e una mamma”. I presuli italiani sono uniti nel sottolineare che la famiglia è “la Carta costituzionale della Chiesa”: per questo sognano “un Paese a dimensione familiare, dove il rispetto per tutti sia stile di vita, e i diritti di ciascuno vengano garantiti su piani diversi secondo giustizia”.
Nella prolusione il card. Bagnasco ha parlato del dramma della disoccupazione e della povertà che investe diverse famiglie evidenziando l’impegno della chiesa a loro fianco con le mense e la distribuzione di ‘pacchi di viveri': aiuti che per il cardinale sono “possibili grazie anche all’otto per mille che gli italiani destinano alla Chiesa cattolica”.
“Continuano con alcune alternanze voci autorevoli circa la ripresa complessiva dell'economia: ce ne rallegriamo, ma siamo quotidianamente testimoni che, nelle nostre parrocchie e comunità, le ricadute sul piano concreto non si notano ancora”, ha detto il porporato invitando i giovani in cerca di occupazione, gli adulti che hanno perso il lavoro, a non arrendersi assicurando che “la Chiesa è vicina; che insieme cerchiamo strade non solo di immediato sostegno, ma anche di nuove opportunità lavorative”.
E poi l’immigrazione. L’Europa e l’Onu devono “farsi carico della responsabilità di individuare e consolidare soluzioni che vadano alla radice di situazioni, che gettano un’ombra pesante sulla stessa civiltà”. Da qui la necessità di “una nuova politica migratoria in Europa, affinché i Paesi dell’Unione non si chiudano, limitando la libera circolazione e riducendo l’impegno condiviso dell’accoglienza”. Ad oggi sono oltre 27mila coloro che sono ospitati nelle strutture ecclesiali, anche in risposta all’appello di Papa Francesco dello scorso 6 settembre. È comunque “necessario superare – ha quindi aggiunto il Card. Bagnasco - soluzioni affidate solo alla generosità di singoli e di organismi, favorendo un’accoglienza diffusa, che sappia accompagnare e valorizzare la presenza di tanti fratelli e sorelle nei quali si riflette – come in ogni bisognoso – il volto stesso del Signore”.

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