accedi | registrati | 21-11-2017

L'esperienza di servizio dei bisognosi di L'Avana, una città che nasconde tante sofferenze

Cvx, il racconto dei volontari reggini a Cuba: «Con gli ultimi»

di Ida Nucera * 25/09/2017

Ogni estate alcuni membri della Comunità di Vita Cristina (Cvx) e della Lega Missionari Studenti (Lms) partono per un’esperienza di lavoro e di servizio fuori dai confini del proprio paese. Diverse le mete che da tempo vengono visitate nel nostro continente, come la Romania, non mancano quelle più distanti, tra cui il Perù e Cuba. Padre Vincenzo Toscano, superiore dei Gesuiti in città, ha avuto modo di vivere un periodo intenso presso L’Avana, durante il mese di agosto.

Padre Toscano, come nasce il Campo di volontariato a Cuba?

L’idea della Cvx e della Lms nasce circa 20 anni fa ed ha carattere missionario. Missione in un luogo dove giovani e adulti che giungono dall’Europa possono fare esperienza di un contesto socio–culturale diverso.

La presenza dei gesuiti e di persone di spiritualità ignaziana a Cuba nonostante la rivoluzione e il regime di Castro non ha incontrato difficoltà particolari?

Storicamente sappiamo la rivoluzione e il regime cosa abbiano portato, però il fatto che Fidel Castro fosse stato un ex allievo dei Gesuiti ed avesse una buona conoscenza di alcuni padri è stata una buona opportunità. Anche se i rapporti tra il governo rivoluzionario e la Chiesa è stato sempre difficile, questi motivi di vicinanza affettiva, hanno reso tutto più facile alla Compagnia. Cuba fa parte della Provincia Centro Americana, ma vi risiedono sono pochissimi gesuiti cubani, la maggioranza provengono dal Centro America, oppure vi sono ancora alcuni anziani di origine ispanica.

Quindi si può parlare di un buon rapporto con le autorità locali?

C’è a Cuba un buon rapporto tra chi organizza, padre Massimo Nevola, assistente nazionale della Cvx/Lms e il governo, perché questa missione è collegata con il Ministero degli Interni.

Il gruppo com’era composto e concretamente come ha svolto il servizio nel Campo?

Per me è stata la prima volta, anche se ero stato in America Latina, in Messico e in El Salvador. C’erano 35 giovani tra i 20 e i 30 anni e adulti fino ai 55 anni. Il servizio si è svolto su 4 livelli. C’è la scuola di italiano, offerta a tutte le fasce d’età, dai bambini, agli universitari, agli anziani. Per la conoscenza dello spagnolo io sono stato mandato in questa scuola.

Le altre attività quali sono?

Il servizio con gli handicappati presso la “Edad de Oro” tenuto dalle suore vincenziane. Quello presso la struttura governativa “Il convento di Belen”, che è un centro di aggregazione per gli anziani nel centro storico dell’Havana. Questo è composto di una parte nuova che si sviluppa intorno alla Plaza de la Revolution, mentre quello vecchio, di tipologia coloniale è l’Habana Vieia, dove abbiamo prestato il servizio, quartiere molto povero, tranne quello “ripulito” per i turisti. Le altre due iniziative sono state presso il Pilar, parrocchia di periferia, dove una piccola comunità di suore compassioniste, giunte a Cuba attraverso padre Massimo, hanno aperto un oratorio dove sono accolti i bambini del quartiere e viene fatta animazione. L’ultima e inedita attività è stata chiesta dal vescovo dell’Havana l’ultima volta che è stato a Roma ed ha conosciuto l’esperienza di Pietre Vive. Quattro giovani che fanno parte di questa comunità, che fa capo a padre Hernandez, e cerca di mettere insieme l’arte sacra e la divulgazione della fede, sono venuti a Cuba per portare questa esperienza. Avevano come base il Duomo dove hanno guidato alcuni ragazzi che frequentano la chiesa. Dopo un paio di settimane erano pronti a svolgere questo ruolo di guida.

Nel breve tempo a disposizione non è possibile avere il quadro complessivo della situazione politico – economica dopo la morte di Fidel, ma certo un’idea ve la siete fatta sulla realtà cubana.

La mia non è un’analisi né sociologica, né po-litica, ma quello che ho ascoltato ed ho visto girando per l’Avana. Abbiamo visitato dei luoghi tipici di vacanza, come sappiamo, il turismo è uno dei proventi maggiori. Varadeo ha una spiaggia lunghissima sulla barriera corallina, dove si sono realizzati molti villaggi turistici, da quelli popolari a quelli lussuosi. Tutto è statale, ma l’organizzazione fa acqua da tutte le parti.

Quali rischi di un capitalismo selvaggio ci possono essere se ci fosse la fine dell’embargo cubano?

L’embargo ancora esiste. Obama ha tentato, ma Trump ha bloccato tutto, per cui non c’è stato nessun cambiamento. Dopo che la Russia ha posto fine ai finanziamenti, era rimasto il sostegno del Venezuela, ma con la guerra civile e Maduro che non è riuscito a prendere e gestire il potere, sono finiti. Cuba si deve mantenere da sola.

Come fa?

La situazione per quanto riguarda la salute è tutelata. Così pure la scuola. Però mi sono accorto, avendo a che fare con anziani, che il loro livello di istruzione era altissimo, mentre quello delle persone di media età lo era meno. I giovani, invece, avevano un livello qualitativo molto basso.

Quindi la scuola ha subito un tracollo negli ultimi decenni, come si spiega?

Per la fuga dei cervelli. Abbiamo chiesto: quanto guadagna un professore a Cuba? Un professore prende 30 dollari al mese, l’operaio intorno ai 20 e un pensionato non più di 10. Noi stranieri ad un concerto abbiamo pagato 2 pesos, mentre i ragazzi delle scuole che abbiamo portato dovevano pagare 5 pesos autoctoni. Sarebbe stato per loro impossibile partecipare.

Quali i problemi urgenti?

A Cuba ci sono tre livelli sociali. C’è la povertà, anche se situazioni estreme non ce ne sono. Qualcuno mi ha detto: a Cuba non esiste la fame. C’è una grande solidarietà, se c’è una famiglia che ha problemi, chi ha un livello più alto da una mano. Poi un ceto medio, si nota dalle case, dall’arredo urbano ed una zona alta, dove c’è una città moderna, sede del governo, delle amministrazione. Ma anche lì, lusso non se ne vede. L’ordine è assoluto, si può camminare di giorno e di notte tranquillamente, ma si vede che è un ordine che nasce da un controllo molto forte. Così per tutti coloro che entrano e che escono da Cuba. Un aspetto positivo è che hanno sempre curato l’aspetto sanitario. La Facoltà di Medicina è ad altissimi livelli.

L’eredità dei Castro?

I re hanno la successione, ma Fidel non si è fidato del figlio ed ha passato il potere al fratello che non ha il polso e l’intelligenza. Non so chi lo affianchi, chi comanda. Certo non si muore di fame a Cuba, ma certo non può definirsi una nazione moderna.

Il regime che rapporti ha con la Chiesa?

Nei confronti della Chiesa non c’è stata una persecuzione. Ci sono dei limiti, ma ricordiamo che quello che è stato un carissimo amico di Fidel fino alla fine, era un gesuita. Inoltre è presente un sincretismo molto forte di origine africana, che neppure il regime è riuscito a soffocare. Un prete mi ha mostrato in chiesa una signora che aveva un braccialetto particolare e mi ha detto: vedi, quella donna è una santera, una sacerdotessa. Una santona che al tempo stesso era una donna pia e devota.

* Componente Cvx Reggio Calabria

Partecipa alla discussione

Esegui il login
Copyright 2016-2017 © avveniredicalabria.it | Tutti i diritti sono riservati | Responsabile: Davide Imeneo
Arcidiocesi di Reggio Calabria - Bova | Via Tommaso Campanella, 63 – 89127 Reggio Calabria
Credits Web Agency a Reggio Calabria - Arti Creative