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Celebrato al Santuario di Paola il Giubileo dei Giornalisti

L'informazione riparte dall'etica

Don Scarpino ha sottolineato l'importanza dell'essere comunicatori ed evangelizzatori della Parola

di Davide Imeneo 29/01/2016

prova "Mai come oggi la professione giornalistica ha bisogno di riscoprire una forte impronta etica". Lo ha detto monsignor Francesco Savino, vescovo di Cassano all'Jonio, nel corso dell'incontro tenutosi oggi a Paola per il Giubileo regionale dei giornalisti.
L’evento celebrativo, nel giorno della festa di San Francesco di Sales, Patrono dei giornalisti, degli scrittori, degli operatori della comunicazione sociale e del Terz'Ordine dei Minimi di San Francesco da Paola, è stato promosso dalla Commissione Regionale per la Cultura e le Comunicazioni Sociali della Conferenza Episcopale Calabra, in collaborazione con l’Ordine Regionale dei Giornalisti della Calabria, con la Federazione Nazionale della Stampa Italiana, con il Sindacato dei Giornalisti della Calabria, con l’Unione Cattolica Stampa Italiana e con la Federazione Italiana dei Settimanali Cattolici (sez. Calabria).  
"Nel convulso aggrovigliarsi del quotidiano, come operatori dell’informazione, voi tutti siete chiamati a riscoprire la vostra missione che consiste nell'essere sentinelle del bene comune, farvi voce di chi non ha voce, raccontare le storie spesso nascoste e invisibili degli ultimi, ascoltandone il grido" - ha detto mons. Savino, che poi ha presieduto la messa.
Don Giovanni Scarpino, direttore dell'Ufficio Comunicazioni Sociali della Conferenza episcopale calabra, introducendo la giornata, dal tema "Comunicare la misericordia", ha sottolineato l'importanza dell'essere "comunicatori ed evangelizzatori della Parola, che è via, verità e vita", invitando a "comunicare la buona notizia con personale passione e ricerca".
Dell'importanza di "fare rete per far echeggiare le notizia" ha parlato don Enzo Gabrieli, delegato regionale della Fisc, direttore di Parola di Vita, mettendo in evidenza la necessità "di sostenerci l'un l'altro", perché "possiamo essere portatori della misericordia, che è un fatto di cuore, così come la comunicazione". Invitando a considerare l'importanza del passaggio della Porta Santa, don Gabrieli ha evidenziato che con tale gesto "manifestiamo la volontà di immergerci nel cuore di Dio", per "un segno libero, gratuito, senza condizioni".
All'incontro ha apportato il proprio contributo Giuseppe Soluri, presidente regionale dell'ordine dei giornalisti, che, parlando anche della misericordia come "attributo di Dio trasfuso nell'uomo", ha evidenziato la "necessaria ricerca della verità" nel lavoro giornalistico.
Saluti anche da parte di Carlo Parisi, segretario aggiunto della Fnsi, che ha centrato il proprio intervento su alcune delle criticità del giornalismo, in particolare sul fenomeno dei "giornalisti maltrattati, sfruttati, malpagati". "Misericordia - ha detto - è fare fronte comune, è guardare in faccia i nostri colleghi, è collaborazione e solidarietà".
All'incontro ha portato il proprio saluto anche padre Gregorio Colatorti, correttore provinciale dell'ordine dei Minimi di San Francesco di Paola, la cui fraternità celebra quest'anno il sesto centenario della nascita del Patrono calabrese.
Dopo il momento iniziale, in processione, i giornalisti calabresi presenti hanno varcato la Porta Santa della Misericordia per partecipare poi alla  concelebrazione eucaristica presieduta da Mons. Savino, alla presenza dei presbiteri e della comunità dei Frati Minimi.

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