accedi | registrati | 22-11-2017

Oggi dedicazione e apertura al culto, ma non è l'unico esempio di riuso dei bei sottratti ai clan

Gioia Tauro, sorge una chiesa in un terreno confiscato

di Toni Mira 20/10/2017

Oggi alle alle 17.30 a Gioia Tauro sarà celebrata la solenne dedicazione e apertura al culto della chiesa parrocchiale San Gaetano Catanoso, la prima realizzata in Italia su un terreno confiscato alle mafia. La celebrazione sarà presieduta da monsignor Francesco Milito, vescovo di Oppido-Palmi, una diocesi molto impegnata sul fronte della legalità. Oltre alla chiesa, realizzata su un terreno confiscato al potentissimo clan ndranghetista dei Piromalli, la diocesi ha in gestione, sempre a Gioia Tauro, il 'palazzo Molè', confiscato all’omonima cosca, che ospita da tredici anni gli uffici della Caritas diocesana, l’Istituto di scienze religiose e altre iniziative destinate soprattutto al laicato. Sempre nel 2004 è nata la cooperativa Valle del Marro, frutto della collaborazione tra Diocesi e Libera, col sostegno del Progetto Policoro della Cei, che coltiva terreni confiscati ai clan della Piana di Gioia Tauro. Nel paese di Polistena, un palazzo confiscato alla cosca Versace è stato assegnato alla parrocchia di Santa Marina Vergine, guidata da don Pino Demasi, già vicario generale, e ospita un centro di aggregazione giovanile, un ostello e l’ambulatorio di Emergency per migranti. Lungo e faticoso l’iter per la parrocchia di San Gaetano Catanoso. Il terreno è stato sequestrato il 27 marzo 1984, confiscato definitivamente il 7 aprile 1994, assegnato al comune di Gioia Tauro il 26 aprile 1999. Abbandonato per anni fino all’intervento della diocesi e del suo vescovo Luciano Bux che la chiese per una nuova parrocchia assieme al 'palazzo Molè'. Nel 2005 nasce la parrocchia, ospitata in una grande tenda e guidata allora da don Pasquale Galatà. Il 20 settembre 2010 la posa della prima pietra, prelevata dalla casa di San Gaetano Catanoso a Chorio di San Lorenzo. Comincia così la costruzione della grande chiesa. Un iter interrotto da ritardi, abbandoni e problemi economici delle imprese incaricate. Oggi finalmente, terminati i lavori, la dedicazione. Dal 2015 il parroco è don Giovanni Battista Tillieci. Una vicenda che è stata narrata ieri dai vari protagonisti nel convegno «Ora... 'il luogo sul quale tu stai è luogo santo' (Es 3,5). Iter di una conversione simbolo».

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