accedi | registrati | 21-11-2017

Conclusi la scorsa settimana gli incontri zonali di programmazione pastorale

Un cantiere di sinodalità

di Davide Imeneo 21/10/2017

La scorsa settimana sono terminati gli undici incontri zonali di programmazione pastorale iniziati dopo il Convegno pastorale diocesano di settembre. Le vicarie della diocesi di Reggio Calabria – Bova si sono alternate a Cucullaro per condividere due giorni di riflessione con l’Arcivescovo. Per capire cosa è emerso abbiamo intervistato proprio il presule reggino.

Quali sono i temi che sono affiorati più spesso durante gli incontri con le vicarie a Cucullaro?

La ricerca delle modalità per attuare la co- munione nella trasmissione della fede. La relazione di Paola Bignardi ha fatto superare un’analisi del rapporto fra laicato e ministero ordinato in termini “sindacali”, cioè, nel considerare se il presbitero occupa ancora spazi che dovrebbero essere invece lasciati ai laici, in nome di quella corresponsabilità che la Chiesa richiede. La Bignardi ha innestato una riflessione che, a mio giudizio, è veramente profonda e innovativa. Dinnanzi al fenomeno della scristianizzazione e secolarizzazione non possiamo discutere se c’è più spazio per il laico o per il prete, bisogna invece trovare una linea di comunione e di condivisione per l’annuncio della fede. Si sta insistendo anche sulla diffusione del quotidiano cattolico perché aiuta a riflettere sull’incarnazione della fede nel tempo di oggi e sul territorio.

Si è parlato dei consigli pastorali come luoghi in cui si pensa, che quadro è emerso dal confronto con le zone pastorali?

Io ho consigliato a tutte le vicarie uno “svecchiamento” dei consigli pastorali, favorendo l’ingresso dei giovani, e poi ho proposto di consultare esperti per leggere meglio la realtà pastorale e trovare forme nuove di apostolato. Ci si sta convincendo che i consigli pastorali devono essere supportati da un’attenta lettura del territorio. Allora – si è detto a Cucullaro – o si fanno entrare nel consiglio alcune persone esperte, oppure si chiede loro almeno una consulenza.

Un lavoro zonale, dal punto di vista formativo, potrebbe essere utile

Si è parlato di questo, ma l’esperienza mi dice che quando ci si incontra si è sempre animati da buoni propositi però quando si va al pratico si colgono tutte le difficoltà, una fra queste è la molteplicità degli incontri diocesani e la distanza tra le parrocchie e il centro. Si potrebbe dividere la diocesi in tre zone ( Tirrenica, Jonica e Centro). Questa tipologia di incontro è prevista per la Scuola degli operatori pastorali e la formazione dei catechisti, e funziona.

Una delle priorità del nuovo anno è la pastorale dei cresimandi, cosa chiederà nella lettera che ha annunciato durante gli incontri di Cucullaro?

Chiederò che la cresima finalmente venga capita come momento forte di scelta di fede per la vita. Questo è l’obiettivo fondamentale. Cercherò di sollecitare il cresimando perché risponda alle domande: Chi è Gesù per te? In che termini ti vuoi impegnare per Lui nella comunità parrocchiale? Il corso di preparazione dovrà essere un’esperienza forte di fede che faccia scegliere Gesù come modello.

Partecipa alla discussione

Esegui il login
Copyright 2016-2017 © avveniredicalabria.it | Tutti i diritti sono riservati | Responsabile: Davide Imeneo
Arcidiocesi di Reggio Calabria - Bova | Via Tommaso Campanella, 63 – 89127 Reggio Calabria
Credits Web Agency a Reggio Calabria - Arti Creative