accedi | registrati | 21-11-2017

L’Atam può essere l’archetipo della metropolitanizzazione di Reggio Calabria?

La sfida del futuro di Atam: un servizio ibrido

di Federico Minniti 30/10/2017

L’Atam può essere l’archetipo della metropolitanizzazione di Reggio Calabria? Una domanda che può apparire estremamente teorica, ma che ha risvolti pratici immediati. La porgiamo al nuovo Amministratore Unico di Atam, Francesco Perrelli. «La realizzazione del Pums (Piano Urbano della Mobilità Sostenibile, ndr), con la connessa linea metropolitana, consentirà di inserire la città di Reggio in un nuovo sistema dei trasporti, strettamente correlato alla conurbazione con la città di Messina. In questa sfida, Atam rivestirà un ruolo fondamentale». A proposito di MetroCity, in passato si era detto che Atam potesse assorbire il servizio di Tpl (trasporto pubblico locale) di tutta l’area dell’ex provincia di Reggio Calabria. «In base anche alle opportunità connesse alla creazione dell’Autorità per la gestione del bacino dell’Area dello Stretto, – spiega Perrelli – potrà gestire il servizio di Tpl nell’area metropolitana dello Stretto. Le dimensioni di tale area saranno definite in funzione di apposite analisi politiche, strettamente connesse alle potenzialità di sviluppo del territorio. Personalmente immagino per l’Atam la gestione del Tpl nel territorio compreso tra Villa San Giovanni e Melito Porto Salvo, rispettivamente inizio delle aree “Costa Viola” e “Grecanica”, inclusi i comuni pedemontani, alcuni dei quali già serviti da Atam».

Per fare ciò è fondamentale parlare di ibridazione del servizio, in particolar modo di integrazione con altri vettori. Proprio a questo serve il Pums, «la cui prima versione è stata approvato la scorsa settimana dal Consiglio Comunale. Avremo, – sottolinea Perrelli – l’Atam, gli enti e i cittadini interessati, la possibilità di apportare modifiche e integrazioni, che saranno valutate dall’Amministrazione comunale prima del varo definitivo del Piano che avverrà entro il mese di novembre. La “fase 2”, quella della mobilità sostenibile, è già partita. Atam c’è. Saliamo a bordo, ben consapevoli di dover completare la “fase 1”, ossia quella del risanamento finanziario».

Passaggi fondamentali per far crescere la percezione dell’Atam sul territorio e quindi innalzare il livello della qualità della vita che vede nella mobilità uno degli indicatori privilegiati.

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