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Una settimana densa di esperienze comunitarie e individuali

Scilla in festa: ricordato il Santo Patrono San Rocco

I festeggiamenti si concludono con la triste notizia del sisma nel centro Italia. Gli scillesi stornano 1000 euro dal bilancio della festa per aderire alla colletta promossa dalla Conferenza Episcopale Italiana

di Redazione Web 24/08/2016

Dieci colpi “a cannone”, pochi minuti prima delle 8 del 16 agosto, hanno annunciato allo Stretto il giorno della Festa liturgica di San Rocco, inizio delle celebrazioni in onore del Patrono di Scilla. La messa, quindi, ha introdotto un’intensa giornata di preghiera, adorazione eucaristica e confessioni culminata alle 19 quando l’imponente statua lignea è stata traslata in piazza, dove ha avuto luogo la solenne concelebrazione eucaristica, presieduta da padre Giovanni Calcara. Con il parroco Francesco Cuzzocrea ha concelebrato il francescano Angelo Gatto, di madre scillese. Come noterà padre Calcara, i due ordini monastici che hanno contribuito a difendere la Chiesa e a conservare il suo depositum fidei nel difficile passaggio del secondo millennio. Con un linguaggio colloquiale e divertente, il frate domenicano ha aiutato il vasto uditorio a cogliere il punto di alcune verità sull’uomo, legate in particolare all’amore nella prospettiva dell’anno della misericordia, virtù tipica del Santo pellegrino d’origine francese. La tradizione scillese – sottoposta ad adattamenti e correzioni nel corso dei secoli e, in particolare, degli ultimi cinquant’anni – prevede che per ricavare le date delle celebrazioni più tipiche dell’uso locale si faccia riferimento alla domenica successiva al 16 agosto, giorno nel quale i festeggiamenti giungono all’apice. Ciò ha consentito, quest’anno, di poter dedicare i giorni 17, 18 e 19 a tre realtà fondamentali della comunità parrocchiale e civile e della Chiesa universale: la famiglia, cuore della misericordia; gli scillesi emigrati, interpreti di misericordia; gli anziani e gli ammalati, visitati dalla misericordia. Giornate che hanno reso palpabile la profondità di legami che le distanze temporali e geografiche e di condizione fisica non spezzano, ma rafforzano. Molto intense e partecipate le messe che hanno introdotto alle processioni di sabato 20 e domenica 21, nelle quali la benedizione di san Rocco è stata portata, prima, ai quartieri marittimi di Chianalea e Marina Grande, poi, a quello centrale di san Giorgio. Molto gradita la visita del seminarista Ivan Iacopino, del sacerdote aostano con origini anche calabresi don Paolo Quattrone - che ha presieduto la celebrazione di domenica, animata dai portatori della Statua – e di monsignor Luigi Falcone, che ha concelebrato. Sono state ascoltate le testimonianze degli animatori dell’adorazione eucaristica perpetua – che il prossimo 1 novembre vivrà il suo decennale. Il legame fra San Rocco e la città è stato suggellato domenica con il dono del cero votivo da parte dell’amministrazione comunale, nel corso della messa delle 10.30. Il lunedì è da sempre il giorno del ringraziamento e della riflessione, quando si conclude l’antico voto degli scillesi di ricondurre in chiesa, presso la cappella delle Statue, una delle due statue mobili – detta Santa Rroccheddu – che il venerdì era stata traslata all’edicola di villa Comunale, antica “porta” della città. È parso naturale, quindi, accogliere in questo momento l’invito dell’arcivescovo a dedicare uno dei giorni di ogni festa patronale della diocesi alla speciale riflessione sui temi della coerenza fra fede e opere e sul rispetto delle regole del vivere civile, nell’ambito della concelebrazione eucaristica presieduta da don Giuseppe Castelli. Una settimana densa di esperienze comunitarie e individuali e di segni. Il doloroso evento del sisma nel centro Italia, giunto due giorni dopo, ha indotto l’arciprete, interprete del sentimento generoso e commosso del popolo scillese, a provvedere immediatamente alla colletta nazionale Cei – d’intesa con la Caritas diocesana – stornando mille euro dal bilancio della festa.

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