accedi | registrati | 21-11-2017

Oggi la giornata per le cure palliative, Reggio si mobilita

La Federazione nazionale di cure palliative promuove una raccolta firme

di Redazione Web 11/11/2017

Ogni 11 novembre 2017, da 17 anni, la Federazione nazionale di cure palliative promuove la campagna di sensibilizzazione sui diritti e sui bisogni dei malati inguaribili e delle loro famiglie, invitando i cittadini a sottoscrivere specifiche richieste rivolte alle Istituzioni.
La data dell’11 novembre è stata scelta perché si riallaccia alla leggenda di Martino, giovane soldato di Pannonia, che più di 1.500 anni fa, per aiutare un vecchio sfinito dalla stanchezza e dal freddo, gli offrì il suo mantello (pallium). Si narra che dopo quest’atto di spontanea generosità all’improvviso il tempo mutò, il cielo si schiarì e l’aria si fece incredibilmente mite: era l’Estate di S. Martino.
Il mantello è il simbolo delle cure palliative perché avvolgono, proteggono (come in un mantello) la persona affetta da malattia grave che necessita di cure globali, continue ed intense che migliorino la sua qualità di vita.
Promuovere lo sviluppo delle cure palliative consente una riflessione più ampia su tutta l’offerta sanitaria e assistenziale a tutela della salute di ogni cittadino. L’attuale situazione di profonda crisi economico finanziaria della regione Calabria ha fortemente impoverito l’erogazione di servizi essenziali, disperso le poche risorse professionali rimaste e messo in crisi l’esistenza stessa del Sistema sanitario pubblico.
Partendo dunque dal riconoscimento dei bisogni di qualità di vita delle persone affette da malattie inguaribili, adulte e minori, soprattutto se in fase avanzata di malattia, mettiamo in luce in questa giornata, i bisogni di salute di tutti i cittadini che hanno diritto ad usufruire di servizi sanitari orientati alla diagnosi precoce di malattie asintomatiche. In ambito di cure palliative, l’Italia a partire dal 1999, si è dotata di un ampio quadro normativo considerato esemplare a livello europeo, risultato dell’impegno straordinario di professionisti motivati e formati nella disciplina nonché delle organizzazioni del privato non lucrativo e del volontariato che operano nelle cure palliative. Ciò nonostante ci sono aree del paese in cui questa forma di assistenza è ancora fortemente limitata come nella Regione Calabria. Nonostante le cure palliative siano ormai riconosciute come un modello di assistenza essenziale, per le persone affette da patologie inguaribili, ad oggi, solo il 30% dei pazienti oncologici può accedere alle cure palliative. Restano praticamente esclusi i bambini e le persone colpite da patologie evolutive non oncologiche.
L’OMS definisce il bisogno di cure palliative in 560 persone ogni 100.000 abitanti. La Regione Calabria nonostante abbia recepito la normativa nazionale e si sia dotata di linee guida per la realizzazione delle Reti locali di cure palliative, di fatto, garantisce l’accesso alle cure palliative solo per una esigua parte delle migliaia di persone che ne avrebbero bisogno. In particolare sul territorio dell’ASP di Reggio Calabria, oggi Città metropolitana, vaste aree dell’entroterra tirrenico ed ionico sono prive di servizi domiciliari e strutture residenziali.
Hospice, dedicati. In questi territori si continua a sostituire erroneamente i servizi di cure palliative con l’ADI, assistenza assolutamente inadeguata a soddisfare i bisogni complessi delle persone in fase avanzata di malattia.
Realizzare le cure palliative comporta dei vantaggi significativi nel controllo della spesa sanitaria.: riduce il numero dei ricoveri in ospedale, i tempi di terapie, di diagnosi, di costi non appropriati al percorso di cura. E’stato dimostrato a livello nazionale che ridurre il numero di decessi in ospedale del 23% produce un risparmio di 145 milioni di euro. Se anche solo una parte di questi soldi venissero destinati alle Cure Palliative si potrebbero realizzare servizi estremamente efficienti e coerenti con la legge 38.
Pertanto in questo giorno la Federazione di cure palliative propone una riflessione ad ampio raggio sulla tutela della vita umana. Con lo slogan “ VIVILA TUTTA” intende lanciare il messaggio che la vita ha un valore inestimabile e che la società ha il dovere di custodirla promuovendo azioni che consentano di prevenire la malattia così come accompagnare ad una morte dignitosa.
Ogni cittadino può con un semplice gesto contribuire a diffondere questo messaggio e al contempo far parte di una comunità vigilante per controllare il buon uso del denaro pubblico a favore del Bene Comune che è anche tutela della salute.
Pertanto un Comitato promotore incoraggia tutti ad apporre una firma sul modulo predisposto al fine di chiedere a tutte le Istituzioni locali e regionali:
• La corretta e completa applicazione della legge 38/2010 e la creazione sul territorio metropolitano e regionale di servizi e strutture dedicate alle cure palliative ed alla terapia del dolore, omogeneamente distribuite
• Un serio riordino dell’offerta sanitaria pubblica che consenta l’attuazione della legge 189/2012 e la conseguente attuazione della Medicina Preventiva sul territorio in grado di identificare precocemente la comparsa di malattie inguaribili a tutela della salute della popolazione residente
• l’incremento dei servizi ambulatoriali e domiciliari per il monitoraggio costante dei pazienti affetti da malattie croniche ( cardiovascolari, metaboliche, respiratorie e neurologiche) per prevenire eventi acuti e quindi frequenti accessi alle strutture ospedaliere.
• L’applicazione corretta della ripartizione delle quote pro capite per livelli di assistenza come stabilite dalla Conferenza Stato – Regioni e l’utilizzo delle risorse recuperate dal risparmio ottenuto con la riduzione dei ricoveri impropri presso gli ospedali secondo priorità di bisogni e non di clientela politica.
• Un equilibrato rapporto tra offerta pubblica e privata e processi di accesso facilitato alle strutture erogatrici lasciando libertà di scelta senza condizionamenti favorisituazioni di bisogno e di fragilità sociale con conseguente riduzione dei ricoveri presso centri specialistici fuori regione.
Infine chiedono la salvaguardia dell’Unicità Pubblica del governo delle regole s delle relazioni tra i diversi soggetti del sistema. Solo così i cittadini potranno recuperare fiducia nell’offerta sanitaria locale più efficiente, equa e solidale.

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