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Si tratta dei Gruppi di Preghiera di Padre Pio e dei Cenacoli di Natuzza

Duomo, nascono due gruppi che animeranno incontri di preghiera

di Redazione Web 01/12/2017

di Antonia Cogliandro - Fare comunione nella preghiera, con la Chiesa, nella Chiesa, per la Chiesa. E’ questo uno dei modi per realizzare la comunione, per avvicinare le persone tra loro, per unirle in un comune afflato dei cuori al respiro di Dio. La forza invisibile della preghiera sta nei frutti di grazia che essa produce proprio nei luoghi dove abita di più, dove viene praticata con intensità e perseveranza, e questi luoghi sono le persone, le chiese, le comunità.

Per questo motivo nella Parrocchia della Cattedrale nasceranno, dall’incontro del 15 dicembre prossimo alle ore 19.00, voluto da don Gianni Polimeni, due gruppi che animeranno incontri di preghiera ispirati a due grandi testimoni del nostro tempo, che della preghiera ne hanno fatto una necessaria ragione di vita: Padre Pio, il santo promotore dei Gruppi di Preghiera, che si definiva solo «un povero frate che prega», e Natuzza Evolo, la santa calabrese che intendeva diffondere, attraverso i cenacoli, la preghiera semplice ma continua nelle famiglie. Due gruppi che non si limiteranno a promuovere la preghiera secondo la spiritualità ed il carisma dei rispettivi santi fondatori, ma che intendono anche fare comunione tra loro.

«La preghiera - diceva Padre Pio - è il più alto apostolato che un’anima possa esercitare nella Chiesa di Dio – e aggiungeva - la preghiera è una forza che muove il mondo». Essa «spande il sorriso e la benedizione di Dio su ogni languore e debolezza». Ed ancora «vivai di fede, focolai d’amore»; non solo dei centri di ritrovo per stare bene con gli amici e consolarsi un po’, ma dei focolai di amore divino. Questo sono i gruppi di preghiera!»

Gli fa eco Natuzza: «ho imparato che é necessario pregare, con semplicità, umiltà e carità, presentando a Dio le necessità di tutti, vivi e morti. La preghiera fa bene all'anima e al corpo, ci purifica e piano piano ci convertiamo al Signore. Per questo è necessario invocare lo Spirito Santo, ascoltare e meditare la Parola di Dio, dove è possibile adorare e nutrirci della Santa Eucaristia, pregare la Madonna con il Santo Rosario, ubbidire alla Chiesa, edificarci a vicenda con la carità, l'umiltà. e il buon esempio.
Diamoci con amore, con gioia, con carità e affetto per amore degli altri. Evitiamo l'ipocrisia e le divisioni; invece tendiamo all'unità, al disopra di tutto viviamo la comunione più sincera. I Cenacoli vogliono vivere e operare all'interno della Chiesa, come lievito, luce e sale, con lo spirito di quella prima comunità cristiana, che si trovava unita intorno all'insegnamento degli Apostoli, nella frazione del pane, nella preghiera e nella comunione fraterna».

Comunione appunto, quella che l’arcivescovo Morosini ha inteso adottare come stile di vita per questo nuovo anno pastorale all’interno delle comunità, perché è alla base di una vera testimonianza cristiana e perchè da essa si deve partire per poter realizzare qualsiasi missione sociale.

Comunione che solo con, attraverso e dalla preghiera può nascere.

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