accedi | registrati | 16-12-2017

Tre tecnologi alimentari dimostrano come con un serio riordino nel comparto food si potrebbe subito fronteggiare l’emergenza

Zero sprechi, la povertà può essere «arginata»

di Redazione Web 04/12/2017

Il 25 novembre è una data importante e carica di significato da un punto di vista della solidarietà, ma anche della sostenibilità ambientale e dell’economia.

La giornata della Colletta Alimentare organizzata da Banco Alimentare su tutto il territorio nazionale è il segno tangibile che la povertà può essere arginata grazie al recupero delle eccedenze alimentari ed alla solidarietà dei cittadini. I dati forniti dalla Caritas diocesana di Reggio Calabria – Bova riguardanti la povertà a Reggio Calabria e raccolti nel Libro bianco della Chiesa reggina in un lavoro certosino coordinato da don Nino Pangallo, direttore della Caritas diocesana, sono allarmanti anche alle nostre latitudini.

Aumenta la povertà ma per fortuna aumentano anche i donatori e le mense sociali.

Ma il cibo può essere anche veicolo di tossinfezioni alimentari e causa di patologie più o meno gravi, tant’è che anche le organizzazioni di volontariato che recuperano, raccolgono, conservano e distribuiscono alimenti devono rispettare le leggi in vigore in materia di sicurezza alimentare.

L’individuazione di corrette prassi igieniche contribuisce a massimizzare la raccolta e il recupero di eccedenze alimentari, derivante da tutta la filiera agroalimentare, quali ad esempio: eccedenze di produzione, prodotti con difetti di etichettatura che quindi ne precludono la vendita ma non la sicurezza, non commerciabilità dell’alimento dovuta all’avvicinarsi della data di scadenza, prodotti derivanti dal non consumo in fase di somministrazione nella ristorazione collettiva – catering (basti pensare che nel solo comparto della ristorazione il fenomeno dell’eccedenza alimentare è pari a 209,1 mila tonnellate l’anno).

L’accordo tra Banco Alimentare e l’Ordine dei Tecnologi Alimentari siglato a Roma lo scorso Aprile alla presenza di Carla Brienza Presidente Nazionale dei Tecnologi Alimentari e Marco Lucchini segretario generale di Banco Alimentare mira, non soltanto a perseguire azioni di lotta allo spreco alimentare come da Legge numero 166/16 conosciuta come Legge Gadda ma anche a migliorare le conoscenze in materia di sicurezza alimentare ai sensi dell’articolo 8 del Regolamento Comunitario numero 852/04. Redigere un manuale di “Buone prassi in termine di igiene” consente il recupero, la raccolta, la conservazione e la distribuzione di derrate alimentari da parte delle Organizzazioni Caritative del terzo settore Non Profit in modo più sicuro e ottemperante al alle leggi in vigore. «La sottoscrizione di questo Protocollo è un risultato molto importante» ha sottolineato il Segretario Generale della Fondazione Banco Alimentare Onlus, Marco Lucchini.

«Le competenze del tecnologo alimentare sono alla base dei processi di trasformazione e conservazione dei beni alimentari, quindi della loro shelf life. Essere al fianco di questi professionisti – ha affermato Lucchini – migliorerà le nostre conoscenze e sono certo favorirà anche innovazione nei processi, sia a valle che a monte, contribuendo a prevenire inutili sprechi e favorire maggior recupero di alimenti».

Antonio Paolillo, Emanuela Restuccia e Valeria Laganà - Tecnologi alimentari

Partecipa alla discussione

Esegui il login
Copyright 2016-2017 © avveniredicalabria.it | Tutti i diritti sono riservati | Responsabile: Davide Imeneo
Arcidiocesi di Reggio Calabria - Bova | Via Tommaso Campanella, 63 – 89127 Reggio Calabria
Credits Web Agency a Reggio Calabria - Arti Creative