accedi | registrati | 15-12-2018

Pubblichiamo integralmente il discorso di monsignor Giuseppe Fiorini Morosini, arcivescovo di Reggio Calabria

Morosini: «Le crisi in famiglia possono essere superate»

di Giuseppe Fiorini Morosini 04/12/2017

Pubblichiamo integralmente il discorso di monsignor Giuseppe Fiorini Morosini, arcivescovo di Reggio Calabria, in occasione della processione del Quadro della Madonna della Consolazione dalla Basilica Cattedrale alla Basilica dell'Eremo in cui sarà custodita dai frati cappuccini come da tradizione:

Domenica scorsa la Madonna ha voluto prolungare la sua presenza in città ma tutte le cose devono avere una fine. Certo, quando arriva la Madonna qui in piazza a settembre c’è sempre tanto entusiasmo, adesso che ritorna c’è l’entusiasmo e la gioia dei frati per il ritorno della Madonna in casa propria. Ma c’è un velo di tristezza forse in tutti noi che in questi tre mesi l’abbiamo potuta venerare nella chiesa cattedrale, ma una tristezza relativa perché anche se le cose passano le cose belle lasciano nel cuore un’impronta. Non è vero che è più bella la vigilia di una festa che la conclusione. Certo, nella vigilia c’è l’attesa ma alla conclusione c’è la gioia di aver vissuto la festa. E noi possiamo dire che siamo anche quest’anno felici di avere avuto in città la Madonna, abbiamo avuto modo di raccomandare a lei noi stessi e le nostre famiglie, la nostra città. Abbiamo visto con quanta devozione anche quest’anno avete affollato la chiesa cattedrale, i sacramenti delle confessioni e delle comunioni. Ecco, diciamo grazie alla Madonna dal profondo del cuore perché anche quest’anno si è manifestata per tutti noi la madre della consolazione. Rimanga nel nostro cuore, miei cari, e non arrabbiatevi se me lo sentite ripetere continuamente. Rimanga nel nostro cuore soprattutto il richiamo forte della Madonna a vivere i valori cristiani nella nostra vita, perché altrimenti questa salita e discesa della Madonna dal suo Santuario in Cattedrale non avrebbe senso, è la vita che deve manifestare la nostra devozione a lei, e permettetemi che ancora una volta vi ricordi e vi richiami il valore della famiglia. Ci stiamo preparando alla festa del Natale, oggi è cominciato l’Avvento. Ricordate che questo periodo, soprattutto il Natale, ci ricorda l’intimità della famiglia. Presentiamo alla Madonna e a Gesù il giorno di natale, famiglie guarite dall’odio, dalla divisione, dalle opposizioni. Presentiamo alla Madonna famiglie riconciliate, che sanno educare i propri figli, che sanno insegnare ai figli la speranza con la testimonianza di un amore che non finisce. E abbiamo sempre tutti la forza di saper ricominciare. Mai nessuno deve dire: “non c’è più niente da fare”. Ogni anno noi ricelebriamo i misteri del Signore, e questo ripetere non è un abitudine ma ci ricorda che il mistero di Cristo è sempre nuovo. Ripartiamo sempre! Il giorno di Natale noi diciamo: “ripartiamo con la nostra vita cristiana!”. E allora anche nelle famiglie, le divisioni possono essere superate, bisogna avere il coraggio di dire: “ripartiamo!”. Guardarsi negli occhi marito e moglie, genitori e figli, fratelli e sorelle e poter dire la notte di Natale: “ripartiamo, ricominciamo, è possibile volersi bene, è possibile tenere la famiglia unita!”. Perché se teniamo la famiglia unita è la speranza dei giovani che noi coltiviamo. La gioventù non si educa nella divisione e nell’odio. I figli non si educano quando i genitori non dimostrano unione e capacità di mettere dietro le spalle le proprie difficoltà e le proprie incomprensioni. Promettiamolo alla Madonna miei cari fratelli, perché se consegniamo alla Madonna e alla città famiglie unite, la nostra città potrà rinascere nella speranza. Chiediamolo come dono alla Madonna santissima.

Mentre pregavo l’Ave Maria alla Madonna, mi sono venuti in mente la Madonna e San Giuseppe il giorno dello smarrimento di Gesù al Tempio. Tutti e due erano in fila, camminavano...le donne da una parte e gli uomini dall’altra e tutti e due pensavano “sarà con l’altro”: la Madonna pensava che Gesù fosse con Giuseppe e Giuseppe pensava che Gesù fosse con Maria. Quando poi si sono ritrovati insieme, ma umanamente forse, non dico che avranno litigato, ma avranno detto: “beh, ma non l’avevi tu?”. Non si sono presi l’uno contro l’altro ma hanno detto: “mettiamoci insieme di nuovo, torniamo a Gerusalemme e lo troveremo”. È così che si risolvono i problemi, ritrovando la gioia di ricominciare. Hanno rifatto il cammino verso il Tempio a Gerusalemme e lì hanno avuto la gioia di incontrare Gesù. È questo l’augurio che faccio a tutti.

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