accedi | registrati | 16-12-2017

Cantiere senza fine e furti periodici nell’area di scavo dell’antica Medma perla che non piace ai clan

Parco archeologico di Rosarno, tesoro dimenticato

di Domenico Marino 05/12/2017

Dopo i pannelli metallici della recinzione hanno portato via pure il cancello. Evidentemente qualcuno sta ristrutturando casa e ha pensato di risparmiare recuperando il materiale di cui ha bisogno nel parco archeologico dell’antica Medma, nella Piana di Gioia Tauro. Uno dei tanti tesori archeologici conservati più o meno bene dalla Calabria. Considerati peso e dimensioni del bottino, i ladri hanno dovuto lavorare a lungo provocando rumori che, però, non hanno fatto scattare alcun allarme. Il sindaco di Rosarno Giuseppe Idà ha chiesto la convocazione con urgenza d’un tavolo tecnico tra Comune, Città metropolitana di Reggio Calabria, Istituto d’istruzione superiore 'Piria' e Soprintendenza per i beni archeologici. «È inammissibile – ha denunciato il primo cittadino – che i lavori riguardanti il parco archeologico, appaltati dall’allora Provincia di Reggio Calabria, avviati da anni, ancora non siano terminati. Siamo in presenza di un cantiere senza fine che non solo non consente la fruizione di un bene così importante da parte della comunità ma altresì concede gioco facile a delinquenti che lo saccheggiano periodicamente».

Ai furti bisogna aggiungere gli incendi dolosi che hanno ridotto un’ampia parte dell’area da giardino rigoglioso a landa desolata. Evidentemente non piace ai 'signori' locali che quei 6,5 ettari di fertile terreno, acquistati dal ministero dei beni culturali a fine anni ’90, la soprintendenza li abbia affidati in gestione al municipio. Irruzioni, furti e gli altri danneggiamenti nell’area archeologica preoccupano pure l’istituto agrario 'Piria', proprietario dell’altra metà del parco in cui coltiva ulivi da cui viene ricavato l’olio della legalità che porta il nome del giudice Rosario Livatino, giovane vittima della Stidda. Ragazzi e insegnanti gestiscono tutto il cerchio produttivo, dalla raccolta all’imbottigliamento, grazie a una filiera che può contare sulla collaborazione di Libera.

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